Come comunica Sinistra Italiana? Lo abbiamo chiesto a Nico Bavaro, capo comunicazione del partito più a sinistra presente oggi in Parlamento. Nell’intervista Bavaro racconta il suo percorso personale e politico, le scelte strategiche che guidano la comunicazione di SI e le priorità su cui si concentra il messaggio pubblico: dalla questione salariale alla denuncia del genocidio in Palestina, fino al rapporto con la Generazione Z e l’uso dei linguaggi digitali.
Chi è Nico Bavaro di Sinistra Italia?
Nico, partiamo da te: spesso chi lavora nella comunicazione politica resta dietro le quinte, ma ha un ruolo fondamentale nel determinare come un partito arriva alle persone. Ci racconti chi sei, il tuo percorso e come sei arrivato a occuparti della comunicazione di Sinistra Italiana?
La mia è una storia semplice, una storia di provincia. Ho iniziato l’impegno politico molto presto, verso i 16 anni, dopo il licenziamento di mio padre a causa della privatizzazione della fabbrica in cui lavorava. Ho sentito l’ingiustizia.
Poi Genova 2001, i movimenti, l’Università a Bologna, il lavoro in diversi ambiti (dall’organizzazione di eventi alla comunicazione). Ma non ho mai abbandonato l’impegno politico nel partito, che mi ha portato prima a fare il segretario regionale in Puglia e poi dal 2021 nella segreteria nazionale, con la delega alla comunicazione.
Come comunica Sinistra Italiana?
Nico cos’è Sinistra Italiana?
Un partito che lavora a rendere più forte la migliore intuizione nella politica italiana degli ultimi, Alleanza Verdi Sinistra. Abbiamo i piedi ben piantati nel ‘900 e la testa che ragiona di futuro.
Cosa vi differenzia da Giorgia Meloni e il suo partito Fratelli d’Italia?
Sono ovviamente molte le differenze sul piano ideologico. Noi siamo convinti che ci sia chi guadagna troppo poco, mentre in pochi guadagnano troppo; loro non si pongono il tema. Noi abbiamo la questione climatica al centro della riflessione, loro sono climafreghisti. Però ultimamente noto una nuova differenza, noi facciamo quel che diciamo, Meloni no.
Quali sono i temi della comunicazione di Sinistra Italiana?
Da mesi abbiamo messo al centro dell’impegno politico, e quindi della nostra comunicazione, lo stop al genocidio in Palestina e la questione salariale. In Italia c’è un enorme problema di stipendi troppo bassi di cui nessuno si occupa. Un tema che riguarda principalmente giovani e donne. Insieme a questi abbiamo sempre grande attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici.
Quante persone lavorano con te?
In Sinistra Italiana la comunicazione non è considerato un elemento separato dalla direzione politica; al contrario, si integrano. Per cui facciamo un lavoro collettivo, che coinvolge tutta la struttura, da Fratoianni in giù. Dal punto di vista squisitamente tecnico, ci sono Margherita, Francesco, Luca, Valerio.
Dietro ogni post, ogni video, ogni grafica, c’è un lavoro di analisi, monitoraggio e scelta dei linguaggi. Quali strumenti utilizzate per capire se un contenuto funziona o meno? E quanto contano i dati e le metriche rispetto all’intuizione creativa?
Frequentare i mercati rionali è importante tanto quanto la lettura delle metriche, che ovviamente utilizziamo. Però attenzione. Nella comunicazione politica è forte la tentazione di seguire il trend della giornata per avere buoni numeri sui social. Ma così si diventa influencer (ce n’è tanti in giro…), si diventa schiavi dell’agenda dettata da altri, non si costruisce un proprio racconto che in politica è tutto. Io credo poco alle intuizioni creative. La comunicazione per come la intendo io è fatica, lavoro quotidiano, costruzione di racconto, introducendo giorno per giorno elementi a supporto della propria idea. I frutti si vedono con il tempo.
La Gen Z non è solo un pubblico che guarda: è una generazione che crea, giudica, interviene, produce video e contenuti virali. Un partito può restare solo spettatore, o deve provare a coinvolgere i ragazzi anche nella creazione? Come affrontate questo tema?
La comunicazione dei partiti ricorre ormai sempre più spesso ai meme. Lo fanno tutti e non lo considero un errore, ma una opportunità, come lo sono tutti i linguaggi e le forme della comunicazione. Per quella via, è evidente che le nuove generazioni vengono indirettamente coinvolte nel processo di aggiornamento delle forme della comunicazione.
La televisione e i giornali hanno ancora un grande peso nel dibattito pubblico, ma spesso parlano un linguaggio lontano dalla vita dei ventenni. Come si costruisce una comunicazione che tenga insieme due mondi così diversi: il talk show in prima serata e il reel su Instagram
Gli strumenti si alimentano e si ibridano, ogni giorno. Io penso sia fondamentale innanzitutto la riconoscibilità dei temi e la costanza nel trattarli, su qualunque mezzo. Per noi è fondamentali riuscire a parlare con i ventenni, visto che è parte consistente del nostro elettorato, ma più che una questione di linguaggio, è questione di temi.
Sempre più ragazzi e ragazze sognano di lavorare nella comunicazione politica, magari proprio in un partito. Se dovessi dare tre consigli pratici a chi vuole intraprendere questa strada – dallo studio, alle competenze digitali, all’esperienza sul campo – quali sarebbero?
C’è una cosa che dico sempre a chi collabora con noi, al di là degli studi che si fanno e che sono ovviamente fondamentali: bisogna fare massima attenzione alle parole che usiamo. Più sono semplici e di uso comune e meglio è. Bisogna sempre avere bene in mente che si comunica per farsi capire e per capire, non per specchiarsi in quanto sia bella una idea, che alla prova dei fatti poi magari non funziona.
E poi serve molta passione, molta militanza. Dico sempre che l’impegno politico e sociale è importante tanto quanto gli studi. Se non credi in quello che fai e che dici, come pensi di poter convincere chi ti ascolta?
La scuola di comunicazione politica e sondaggi
Ti interessa la comunicazione politica? Nico Bavaro terrà una lezione su come fare comunicazione all’opposizione: sarà infatti tra i docenti della Scuola di Comunicazione Politica e Sondaggi, organizzata da Propaganda e BiDiMedia dal 28 al 30 novembre 2025 a Reggio Emilia e online. Un’occasione per universitari, attivisti politici e professionisti del campo della comunicazione di confrontarsi direttamente con chi ogni giorno guida la comunicazione del principale partito italiano.
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