Azzardo Italia: 157 miliardi di scommesse e un business in mano alle mafie

Billy Sulejmanovic

Scommesse e numeri record

Nel 2024 gli italiani hanno speso oltre 157 miliardi di euro tra scommesse, slot e giochi online. Secondo il nuovo dossier di Libera, “Azzardomafie – Numeri, storie, affari del Paese tra gioco legale e gioco criminale”, le mafie continuano a infiltrarsi in quello che molti considerano “solo un gioco”.

Il report, basato su dati della Dia, della Guardia di Finanza, della Banca d’Italia e del Ministero dell’Economia, descrive un settore ormai diventato un vero e proprio business industriale, in cui legale e illegale si mescolano. Nel 2024 la raccolta totale ha raggiunto 157 miliardi e 453 milioni di euro, di cui 92 miliardi provenienti dal gioco online e 65 miliardi dal gioco fisico, con un incremento del 6,6% rispetto all’anno precedente. La Lombardia resta la regione con la spesa più alta in assoluto, con 24,8 miliardi, mentre la Campania guida la classifica pro capite con 3.692 euro all’anno a persona, bambini inclusi.

Mafie e infiltrazioni

Dietro questi numeri operano 147 clan mafiosi censiti tra il 2010 e il 2024, presenti in 16 regioni e pronti a infiltrarsi ovunque, dalle sale scommesse alle piattaforme online, spesso tramite prestanome. Secondo la Dia, ogni euro investito nell’azzardo produce profitti per 8-9 euro, con rischi molto più bassi rispetto ad altre attività criminali.

Controllo statale difficile

Il controllo statale esiste, ma resta complicato: sono stati scoperti 1.400 centri scommesse clandestini, denunciate quasi 1.900 persone e tracciate oltre 6.400 operazioni sospette per un valore complessivo di 728 milioni di euro. Più della metà delle aziende confiscate alle mafie nel settore dell’intrattenimento riguarda giochi e scommesse.

Il boom del gioco online rende il sistema ancora più difficile da monitorare: i conti attivi hanno superato quota 16 milioni, cinque milioni in più rispetto al 2020. Libera definisce il settore “una banca parallela”, dove miliardi vengono movimentati senza tracciabilità immediata.

Entrate dello Stato e contraddizione etica

Nel frattempo, lo Stato incassa: le entrate fiscali dal gioco hanno superato gli 11,5 miliardi di euro nel 2024, ma solo una minima parte è destinata alla prevenzione e al recupero dei giocatori patologici. Don Luigi Ciotti parla di “una contraddizione etica profonda”, definendo paradossale che lo Stato guadagni sulla fragilità dei cittadini.

L’azzardo come rischio sociale

L’azzardo resta così uno dei business più redditizi per le mafie e uno dei settori più trascurati dalle istituzioni. La linea tra lecito e illecito si assottiglia sempre di più e, a pagare il prezzo, sono i cittadini, spesso inconsapevoli dei rischi reali.


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