Arrestato il “re dei maranza” Don Alì a Torino

Billy Sulejmanovic

Don Alì, 24 anni, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Torino dopo giorni di ricerche. Il giovane, considerato il “re dei maranza”, era ricercato per una spedizione punitiva contro un maestro elementare, accusato senza alcuna prova di aver maltrattato un bambino.

Billy da Torino ci raconta della storia e dell’arresto di Don Alì

Le minacce di Don Alì al maestro

Nel video, Don Alì minaccia apertamente il docente e pronuncia parole dal tono mafioso: «La prossima volta agirò in altra maniera. Non saranno parole, ma fatti.»

Dopo la denuncia del maestro, la Procura apre un fascicolo. Un primo tentativo di arresto fallisce: Don Alì fugge, come in molte delle sue storie social. Viene infine rintracciato nel quartiere Barriera di Milano, vicino alla palestra che frequentava, e arrestato dagli agenti.

Il video della spedizione contro il maestro

La nascita di un personaggio social

La fama di Don Alì esplode nel 2021 con il video in cui insulta un agente della municipale, rifiuta di mostrare i documenti e fugge mentre riprende tutto col telefono. La scena diventa virale e segna l’inizio del personaggio.

Nel tempo, costruisce una narrativa basata su sfide alle forze dell’ordine, provocazioni e onnipresenza su Instagram e TikTok. La notorietà non rimane confinata ai social: Don Alì inizia a comparire anche in trasmissioni televisive.

Dalla strada alla TV: Don Alì diventa personaggio mediatico

Don Alì approda in programmi come Dritto e Rovescio di Paolo Del Debbio, dove viene interrogato sull’inseguimento della polizia municipale ripreso da lui stesso. In quell’occasione dichiara: «Non ho fatto niente di grave.»

La frase mette in luce la sua concezione distorta della gravità: per lui farsi inseguire e filmarsi per creare hype non costituisce reato, ma nella realtà rappresenta una chiara violazione della legge.

Successivamente, Luigi Pelazza delle Iene lo intervista sotto casa sua, dopo l’episodio del maestro. Don Alì cerca di mantenere l’immagine del “duro”, ma Pelazza smonta il personaggio con abilità. Alla fine, Don Alì ammette: «Bisogna fare il matto per avere attenzioni.»

Queste apparizioni rivelano come il personaggio televisivo sia una continuazione della strategia social: spettacolarizzare l’illegalità e la violenza per ottenere notorietà.

Intervento di Don Alì a Dritto e Rovescio di Paolo Del Debbio

Violenza e illegalità trasformate in intrattenimento

Il picco arriva dopo la minaccia al maestro elementare. La scena diventa virale, mentre il messaggio del personaggio continua a confondere i giovani: la violenza e le intimidazioni diventano intrattenimento. La differenza tra realtà e spettacolo si assottiglia pericolosamente.

La vicenda dimostra come ciò che è “contenuto” nei social diventa concreto nella vita reale, con conseguenze legali e sociali.

Il fenomeno “maranza” e la deriva culturale

Il caso di Don Alì è il simbolo di un fenomeno più ampio: la cultura “maranza”, fatta di estetica aggressiva, linguaggi estremi e un’idea distorta di forza.

Un’identità che molti adolescenti assumono per sentirsi visibili, riconosciuti, centrali. Quando il personaggio si fonde con la vita reale, i confini saltano. La trasgressione diventa modello, la violenza diventa routine, e il pubblico – milioni di visualizzazioni – diventa carburante.

La parabola del “re dei maranza” si chiude con un arresto, ricordando che ciò che online appare spettacolo, offline diventa responsabilità penale.

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