Ma ormai si parla più delle (finte) polemiche che delle canzoni
Pensavo di essere l’unico, ma parlando con il resto della redazione mi sono accorto che il sentimento è comune e provocatoriamente ci siamo chiesti: ma i giornalisti a Sanremo si sono dimenticati di fare il loro mestiere? Da quando fare informazione è passato di moda ed è più rilevante la polemica clickbait da far andare su Instagram per saturare la narrazione, che rigorosamente non si può occupare d’altro durante questa settimana?
La polemica costruita ad arte
Nello stesso giorno in cui si torna a parlare di una nuova legge elettorale, di botta e risposta tra l’amministrazione statunitense e quella iraniana sull’accordo per il nucleare in corso di discussione a Ginevra mediato dall’Oman (forse sono questi i “festini bilaterali” di Elettra Lamborghini?), la vera notizia è che ci sono meno donne in gara a Sanremo rispetto agli uomini. Ohibò, se ne sono accorti solo al secondo giorno del festival? Sono un terzo, per la precisione, come a più riprese ci è stato ricordato. Sarà forse l’aria referendaria, che ci porta dalla componente laica alla quota rosa.
Spieghiamola bene: la giornalista Maria Elena Barnabi di Gente durante la conferenza stampa odierna ha incalzato il conduttore e direttore artistico Carlo Conti, sottolineando a più riprese che le cantanti in gara fossero solo 10 su 30.
Già che ci siamo nominiamole – in rigoroso ordine alfabetico: Arisa, Bambole di pezza (che sono cinque ma contano per una), Ditonellapiaga, Elettra Lamborghini, Levante, Malika Ayane, Mara Sattei, Maria Antonietta (e Colombre), Patty Pravo e Serena Brancale.
“Preferisci gli uomini alle donne?”. Sì, questa è stata una delle domande. Alle quali, garbatamente, il direttore artistico ha provato a dare una spiegazione, sottolineando come probabilmente il mercato discografico italiano in questo momento abbia una prevalenza maschile. Non ha torto, tra gli artisti più ascoltati in Italia nel 2025 su Spotify, i primi 15 sono tutti uomini, sia artisti italiani che internazionali. Certo, Spotify non rappresenta il mercato discografico nella sua interezza ma è un buon punto di partenza tramite il quale analizzarlo.
La giornalista, evidentemente non paga della risposta, è più volte tornata sul punto, spesso interrompendo Carlo Conti (v’immaginate se fosse stato al contrario?) mentre provava a rispondere e traendo da sola delle conclusioni mai elaborate dal conduttore. Una domanda retorica: ma al giornalista deve anche piacere la risposta dell’intervistato? Non parlo di chi cerca di svicolare dalla domanda, in quel caso è giusto e doveroso incalzare, ma se alla domanda è stata data una risposta, per quanto possa non piacere o non essere condivisa, non bisognerebbe accettarla comunque?

Il vero problema di questo festival
Si è parlato talmente tanto di Sanremo che siamo arrivati già saturi di informazioni, anche grazie ai continui annunci durante il TG1, le anticipazioni sui social e le numerose polemiche preventive, tanto che siamo forse arrivati al punto di non avere più niente da dire.
Tra la mancata partecipazione del comico Pucci, sulla quale si è scomodato persino il Presidente del Senato, la mancata partecipazione del Presidente del Consiglio, che Giorgia Meloni ha pure dovuto smentire (raga, ma seriamente? Non pensate abbia di meglio da fare, tra la storia dei dazi rimessi in discussione dalla Corte Suprema statunitense, il sud Italia che cade a pezzi, un referendum costituzionale e il caso di Rogoredo scoppiato in mano ai suoi alleati? Chiedo eh), lo slittamento causa olimpiadi e tutto il resto, più che un’attesa è stata una maratona.
Siamo arrivati talmente a corto di domande che tra le più rilevanti c’è stata pure quella sullo status sentimentale di Achille Lauro, preceduta il giorno prima dalla stessa domanda rivolta all’attore turco e co-conduttore della prima serata Can Yaman. Sì, ci sono talmente tanti co-conduttori che potrebbero fare una gara a sé, solo ieri ce ne sono stati ben quattro: Laura Pausini (presente per tutte le serate), il sopracitato Achille Lauro, il comico Lillo e l’attrice Pilar Fogliati.

Parliamo delle canzoni
Gli ascolti in calo non riguardano solo lo share (la prima serata ha avuto quasi 3 milioni di spettatori in meno rispetto all’anno scorso, passando dal 65% al 58%) ma soprattutto sono gli stream delle canzoni a risentirne.
La top 10 dopo la prima serata su Spotify nel 2025:
| Pos. | Titolo Brano | Artista | Riproduzioni |
| 1 | Balorda nostalgia | Olly | 2.069.611 |
| 2 | BATTITO | Fedez | 1.802.603 |
| 3 | DAMME ‘NA MANO | Tony Effe | 1.496.961 |
| 4 | LA CURA PER ME | Giorgia | 1.250.901 |
| 5 | fuorilegge | Rose Villain | 1.243.902 |
| 6 | Incoscienti Giovani | Achille Lauro | 1.234.056 |
| 7 | Dimenticarsi alle 7 | Elodie | 1.105.722 |
| 8 | La tana del granchio | Bresh | 1.081.391 |
| 9 | La Mia Parola | Shablo, Guè, Joshua, Tormento | 1.004.932 |
| 10 | Lentamente | Irama | 963.623 |
La top 10 dopo la prima serata su Spotify nel 2026:
| Pos. | Titolo Brano | Artista | Riproduzioni |
| 1 | MALE NECESSARIO | Fedez, Marco Masini | 992.370 |
| 2 | TU MI PIACI TANTO | Sayf | 933.598 |
| 3 | Prima che | Nayt | 879.603 |
| 4 | Che fastidio! | Ditonellapiaga | 862.826 |
| 5 | Labirinto | Luchè | 843.733 |
| 6 | QUI CON ME | Serena Brancale | 839.829 |
| 7 | OSSESSIONE | Samurai Jay | 812.309 |
| 8 | Stupida sfortuna | Fulminacci | 797.908 |
| 9 | I romantici | Tommaso Paradiso | 776.853 |
| 10 | Magica Favola | Aiello | 739.450 |
Il calo è evidente: nel 2025, ben 9 brani su 10 superavano il milione di riproduzioni, con la prima posizione sopra i 2 milioni. Nel 2026, nessun brano ha raggiunto il milione, con il primo in classifica che registra meno della metà degli ascolti rispetto al leader dell’anno precedente.
Forse qualcosa non ha funzionato? Carlo, questa è la domanda de “Il Progressista” per te!
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