Il voto ai 16enni può arrivare anche in Italia grazie ad una proposta di Più Europa, la loro campagna chiamata “Voto16” permetterebbe a tutti i 16enni e 17enni d’Italia di poter votare a tutte le elezioni a partire dalle politiche del 2027. Abbiamo analizzato la proposta per voi.
“In Italia, a 16 anni si può lavorare, si pagano le tasse, si può lasciare la scuola, firmare contratti, essere chiamati a rispondere delle proprie azioni anche sul piano penale. Ma non si può scegliere da chi essere rappresentato. Una distorsione democratica evidente.” Così inizia la campagna lanciata da Più Europa, e in questo articolo facciamo un’analisi dei pro e contro di questa proposta assieme ad un confronto con i paesi europei del mondo che hanno già applicato questa misura.
Come funziona il voto agli under 18 nel mondo?
Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano, proprio come alcuni temi, e tra questi c’è proprio il voto ai 16enni.
Ne si sente parlare ciclicamente, ma ogni volta sembra che il discorso debba cadere nel vuoto, destinato ad una discussione futura che non avrà mai luogo, eppure qualcuno sembra volerla rendere concreta.
È il caso di Più Europa, uno dei partiti più adatti a sostenere battaglie di questo tipo, che ha intenzione di realizzare questo enorme obiettivo: cambiare la costituzione e permettere il voto a tutti i sedicenni e diciassettenni d’Italia.
Questa riforma non sarebbe rivoluzionaria, molti paesi europei e del mondo hanno già il diritto di voto ai 16enni tra cui: Austria, Brasile, Argentina, Ecuador, Malta, Belgio, Germania, Nicaragua, Cuba, Estonia, Scozia, Galles, Grecia.

Come si vede dalla mappa, già in moltissimi paesi ci sono campagne per realizzare questo tipo di legge, chiaramente in prima linea ci sono i paesi occidentali, ma ne troviamo molti anche nell’america latina e nell’america centrale.
Proviamo perciò a capire perchè essere pro o contro ad una riforma di questo tipo, analizzandone i motivi principali.
Perchè essere favorevoli o contrari alla proposta
Ci sono molti validi motivi per essere d’accordo con questa proposta:
● Il contrasto all’astensionismo: i 16enni sarebbero più preposti al voto rispetto ai maggiorenni, e riuscirebbero a trascinare al voto anche i genitori meno tendenti al voto (su questo, mi soffermerò più tardi).
● Qualità del Dibattito: L’inclusione dei giovani spinge i partiti a mettere i giovani al centro dell’agenda e a trattare temi di lungo periodo (e in Italia ne avremmo molto bisogno).
● Giustizia Intergenerazionale: Le decisioni su clima e debito impattano più sui giovani rispetto alle vecchie generazioni che discutono solo di pensioni.
● Coerenza Legale e Fiscale: I sedicenni hanno responsabilità legali (penali) e fiscali (lavorative), tuttavia non hanno alcuna possibilità di farsi rappresentare da qualcuno in parlamento.

Le principali voci contrarie alla riforma invece rimandano a diverse critiche:
- Immaturità: Il più classico, “a 16 anni si è troppo immaturi per poter votare!”, anche se in realtà a 18/19 anni la maturità mentale non cambia di molto, e anzi, molti sedicenni sembrano più freschi rispetto ai loro colleghi maggiorenni.
- Influenza Familiare: Secondo i detrattori i 16enni sarebbero più facilmente influenzabili dalla famiglia nella scelta del voto, anche se come vedremo dopo accade spesso il contrario.
- Radicalizzazione: Si dice che con questa riforma i ragazzi tra i 16 e i 17 anni voterebbero in maniera più radicale, il che ovviamente è tutto da dimostrare.
- Critiche arbitrarie: Qualcun altro critica invece la scelta della soglia, “Perché 16 anni e non 15 o 14?” La risposta è chiara, a 16 anni si acquisisce tutta una serie di ulteriori diritti come il poter lavorare, il poter guidare un motorino, di conseguenza perché non permettergli di essere rappresentati?
La lotta all’astensione
C’è un motivo ulteriormente importante per cui questa riforma sarebbe cosa buona e giusta, specialmente in Italia, dove alle tornate elettorali l’astensione cresce sempre più forte (alle Europee 2024 il tasso di astensione toccò il 49,69%!)
Sono emersi 2 effetti particolari, provenienti da studi in alcuni stati USA dove il voto ai 16enni è concesso:
- First time voter boost: a 16 anni si è più “responsabilizzati” nel votare, e si è dimostrato come i ragazzi tra i 16 e i 17 votino di più rispetto ai colleghi tra i 18 e i 19.
- Trickle up effect: Altri studi dimostrano come i ragazzi per la prima volta al voto spingano i genitori più astensionisti a tornare alle urne, con l’effetto appunto chiamato “trickle up” ovvero “dal basso verso l’alto”.
Già solo queste ricerche smentiscono anni ed anni di miti sull’influenzabilità dei giovani, che quando è comodo sono descritti come “ribelli ed incontrollabili” e in altri “influenzabili e soldatini”.
Questo tipo di trattamento riservato alle giovani generazioni è un trend che va avanti da anni (se non da secoli) e serve solo per deresponsabilizzare e togliere potere a chi una voce in capitolo merita di averla.
Bisogna anche considerare il fatto che l’aggiunta di questa fascia di popolazione (che si aggira attorno al milione di individui) andrebbe a rivitalizzare il dibattito pubblico, costringendo i politici a prendere atto della loro presenza, e rafforzare il dibattito su argomenti come scuola, istruzione, politiche giovanili e finalmente parlare meno di pensioni, cosa non da poco.
Valutazioni finali sul voto ai sedicenni
Chiaramente l’approvazione di questo tipo di legge sarebbe tutt’altro che facile, per farlo sarebbe necessaria una modifica costituzionale, e perciò passare o dal parlamento o da un referendum popolare.
In particolare si temono gli effetti politici, è dura a morire la storia del “i giovani tendono a votare a sinistra” e con un governo di centrodestra come questo, l’approvazione per via parlamentare è una questione tutt’altro che facile.
Tuttavia una campagna come questa può sensibilizzare le persone nel porsi domande, e mettere al centro della questione i giovani, che alla fine è il vero scopo della campagna.
Se non mettiamo al centro della nostra politica i giovani, il futuro dell’Italia è spacciato, e non è un’esagerazione. Tutto ciò per cui lottiamo fa la differenza ed è da lotte come questa che si può partire per unire la Generazione Z sotto un’unica squadra vincente.
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