- Chi è Stella Joncoux Pisi
- L’idea e la raccolta firme
- La mozione approvata in Consiglio Comunale a Reggio Emilia
- L’encomio del Presidente del Consiglio Comunale e la nuova missione di Stella: estendere l’iniziativa al resto d’Italia
- Come partecipare: i testi da portare nel tuo comune
- Fallo tu. Adesso.
- Scrivi e fai video per Il Progressista
- Supporta Il Progressista
A quattordici anni, Stella Joncoux Pisi ha raccolto le firme dei cittadini di Reggio Emilia per portare in Consiglio Comunale una proposta che sembrava impossibile. Tre mesi dopo, la mozione è passata all’unanimità. Adesso vuole portare questa rivoluzione in tutta Italia…e ha bisogno di voi.
Ci sono problemi che tutti conoscono e che nessuno risolve, perché sembrano “troppo piccoli” per finire nell’agenda politica e “troppo grandi” per essere affrontati da soli.
Siamo davvero sicuri che non si possa fare nulla? In questo articolo parleremo dell’iniziativa di Stella, che senza alcuna esperienza politica e nessun partito dietro di sé, vuole lanciare una sfida: dimostrare che anche una persona sola, se fa le cose seriamente, può aprire una crepa nel muro della rassegnazione.
Chi è Stella Joncoux Pisi
Stella è nata nel 2010 a Parigi e cresciuta a Reggio Emilia, in una famiglia attenta alle questioni sociali, ma in un contesto come tanti, fatto di scuola, amiche, social network, musica e, data la giovane età, non ha mai fatto parte di movimenti politici organizzati né ha mai avuto ruoli in associazioni.
Un giorno in classe si trova senza un assorbente. Giornata rovinata? Sì, certo, ma si tratta di un momento di imbarazzo che,purtroppo, quasi tutte le ragazze hanno vissuto almeno una volta nella vita. Quello che invece è meno banale, soprattutto per una ragazza di 14 anni, è quel che ne è seguito: “Possibile che in una situazione di questo tipo la scuola non possa fare niente?”, pensa, “Se è un problema per me, lo è per tante altre ragazze”.

L’idea e la raccolta firme
A differenza di una volta, siamo nel 2024, internet è alla portata di tutti, e dopo alcune ricerche, Stella scopre che il Comune di Reggio Emilia mette a disposizione un incredibile strumento di democrazia partecipativa, la mozione di iniziativa popolare. I cittadini raccolgono firme, e il Consiglio Comunale è obbligato a discutere la proposta.
Non male, vero? Non serve essere eletti, basta “solo” convincere abbastanza persone che la propria idea sia vincente.
Con pazienza e metodo, Stella ha riunito un gruppo di lavoro, capitanato da lei e dalla sua compagna di scuola Chiara, per preparare il testo della proposta e soprattutto, raccogliere le firme! Non tutti capiscono subito. Qualcuno sorride imbarazzato, qualcuno cambia discorso. Ma la maggior parte delle persone, una volta spiegata la cosiddetta “period poverty”, quella condizione di disagio materiale ed emotivo legata all’impossibilità di accedere a prodotti mestruali, firma. Perché è difficile dire no a un’idea così ragionevole, soprattutto se presentata con tanta convinzione. Per quale motivo, se serve, gli studenti possono avere accesso ad un rotolo di carta igienica, ma non ad un assorbente?
La mozione approvata in Consiglio Comunale a Reggio Emilia
La proposta si rivela un successo: in pochi giorni vengono raccolte oltre 300 firme, più che sufficienti per costringere il Consiglio Comunale a verificare la fattibilità dell’iniziativa ed esprimersi.
Così, il 10 febbraio 2025 Stella e Chiara vengono chiamate davanti alla massima Istituzione cittadina per esporre la loro richiesta. Il risultato è quello che Stella sognava da mesi, ma che forse nemmeno lei si aspettava così nettamente, la mozione viene approvata all’unanimità. Nessun voto contrario, nessuna astensione. Tutti i consiglieri, di ogni colore politico, si esprimono a favore, con elogi bipartisan per il senso civico dimostrato.
È la prova che certi temi non appartengono né alla destra né alla sinistra e che un’idea giusta, se presentata bene, può unire persone che su tutto il resto non sono d’accordo. Ma dimostra, soprattutto, che anche l’idea nata da una ragazza di quattordici anni può davvero cambiare le cose.

L’encomio del Presidente del Consiglio Comunale e la nuova missione di Stella: estendere l’iniziativa al resto d’Italia
La storia di Stella non finisce con il voto. L’8 gennaio 2026, il Presidente del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, Matteo Iori, le invia una lettera di encomio formale. Un riconoscimento ufficiale per il coraggio civico dimostrato e per l’esempio dato a tutta la città.
Per Stella, quella lettera è un’opportunità. Perché quello che ha ottenuto a Reggio Emilia può essere ottenuto ovunque, e lei lo sa. Quello che è successo a Reggio Emilia deve succedere in ogni Comune d’Italia. Non perché lo dica lei, ma perché è giusto. Perché la “period poverty” esiste anche nei quartieri benestanti, anche nelle famiglie che non si definirebbero mai “povere”.
Non importa chi governa il tuo Comune, ma che ci sia qualcuno disposto a presentare questa proposta. E quella persona potrebbe essere un consigliere comunale, un assessore, ma potrebbe anche essere un cittadino qualunque, un genitore, uno studente, un insegnante. Chiunque può fare la raccolta firme. Chiunque può portare questa proposta in Consiglio.
La mozione di Reggio Emilia è diventata un modello. Un testo che funziona, che ha già convinto un Consiglio Comunale all’unanimità, e che può essere adattato a qualsiasi realtà locale.
Come partecipare: i testi da portare nel tuo comune
Per rendere questa missione concreta, mettiamo a disposizione di chiunque i testi base dell’iniziativa, in download gratuito e libero. Puoi scaricarli, modificarli, adattarli al nome del tuo Comune e della tua Regione, e usarli subito.
Hai due strumenti a disposizione:
- La Mozione consiliare: se sei un consigliere o una consigliera comunale, o conosci qualcuno che lo è, puoi presentare direttamente questa mozione in aula. Il testo è già completo, argomentato e testato. Basta personalizzarlo con i dati del tuo Comune.
- La Petizione popolare: se non hai accesso diretto al Consiglio, puoi organizzare una raccolta firme tra i cittadini, esattamente come ha fatto Stella. Raccogli le firme, autenticale, e porta la petizione in Comune: saranno obbligati a metterla all’ordine del giorno.
Entrambi i documenti sono liberamente scaricabili, modificabili e redistribuibili. Non chiediamo nulla in cambio. Vogliamo solo che questa idea si diffonda.
⬇ SCARICA ORA I TESTI UFFICIALI DELL’INIZIATIVA ⬇
Mozione per i consiglieri comunali | Petizione per i cittadini
Download gratuito — libera modifica e redistribuzione
Fallo tu. Adesso.
Il cambiamento, prima ancora che nei palazzi del potere, nasce nelle piazze, nel cuore dell’opinione pubblica, dove chiunque è libero di dire “Questo si può fare meglio, vi mostro come.” e Stella lo ha dimostrato.
Ora tocca a voi. Siete consiglieri comunali? Presentate la mozione.
Siete cittadini? Organizzate la raccolta firme.
Siete insegnanti, genitori, studenti? Parlate di questa iniziativa, condividetela, fatela girare.
Ogni Comune in cui questa proposta arriva è una vittoria. Ogni ragazza che troverà un assorbente nel bagno della sua scuola sarà parte di una piccola, grande rivoluzione.E se avete dubbi, se non sapete come procedere, se avete bisogno di aiuto con i testi, con la raccolta firme o con le faccende burocratiche, Stella e la redazione de Il Progressista sono a disposizione, gratuitamente, per tutto il supporto materiale e giuridico necessario. Contattateci. Siamo qui: redazione@progressista.io.
Scrivi e fai video per Il Progressista
Se hai meno di 30 anni e vuoi raccontare la realtà dalla prospettiva della Generazione Z, unisciti al Progressista: articoli, inchieste, interviste e contenuti che mettono al centro la voce dei giovani.
Supporta Il Progressista
Con 10€ rendi possibile un articolo o un contenuto video. Paghiamo i giovani il doppio degli altri giornali.
Siamo un giornale libero e indipendente, e viviamo grazie alla community. Sostienici per continuare a costruire un’informazione fatta dai giovani, per i giovani.