Da Washington a Berlino, fino a Roma, la proposta della Remigrazione dell’estrema destra che mira a espellere una larga parte degli immigrati in Italia.
In pochi giorni una proposta nata nell’ecosistema dell’estrema destra europea è riuscita a entrare nel dibattito istituzionale italiano. La legge di iniziativa popolare “Remigrazione e Riconquista”, depositata il 30 gennaio 2026 e rapidamente approdata in Parlamento, promette di eliminare l’immigrazione irregolare attraverso un sistema di rimpatri, controlli estesi e nuove strutture statali dedicate. Ma dietro una retorica che parla di legalità e sicurezza emergono ambiguità giuridiche, profili di incostituzionalità, violazioni di trattati internazionali e conseguenze economiche potenzialmente devastanti. Analizzare questa proposta significa capire fin dove può spingersi lo Stato nel nome dell’ordine, e chi rischia davvero di pagarne il prezzo.

Introduzione: cosa è successo?
Il 30 Gennaio 2026, viene lanciata la proposta di iniziativa popolare chiamata “Remigrazione e Riconquista” e in pochissimi giorni è riuscita a raggiungere le 50mila firme necessarie per essere discussa in Parlamento.
Il Comitato Remigrazione e Riconquista è nato come iniziativa congiunta di quattro realtà fondatrici: CasaPound Italia, Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, gruppi di estrema destra che finora erano storicamente divisi da rivalità territoriali.
L’incontro che doveva tenersi alla camera, presentata dal deputato leghista Furgiele, è stato però impedito dalle opposizioni, formate da componenti di M5s, Pd, Avs, Più Europa, Italia viva e Azione, chiaramente indignate dalla presenza di estremisti di destra.

Anche all’interno del centrodestra, c’è stato distacco nei confronti dell’iniziativa, sottolineando che l’incontro che doveva svolgersi alla camera fosse “inopportuno”.
In questo articolo mi concentrerò nei punti più critici di questa proposta di legge, che vorrebbe rimuovere totalmente l’immigrazione clandestina in Italia (e non solo), con la creazione dell’”Istituto per la Remigrazione” e con l’uso di metodi alquanto controversi.
Che cos’è la Remigrazione?
La parola Remigrazione è ormai entrata da anni nel vocabolario dell’estrema destra europea. L’iniziativa segue le teorie del complotto del “The Great Replacement”, ovvero quella teoria che crede che l’immigrazione di massa abbia l’obiettivo di sostituire etnicamente la popolazione europea. Diversi paesi in Europa hanno già cominciato a parlare di Remigrazione, uno fra tutti la Germania, con il partito di estrema destra Afd, che spera una volta andato al governo, di mettere in atto questo rimpatrio di massa forzato.

Questa proposta di legge arrivata in Italia mira ad espellere tutti gli immigrati irregolari, e non (in alcuni casi), che compiono crimini in Italia.
Tuttavia sappiamo bene che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e come vediamo negli Stati Uniti, non basta non compiere crimini per essere sicuri di non essere arrestati (e picchiati) dall’ICE, la Gestapo del 21esimo secolo.
Seguendo questa proposta di legge una domanda sorge spontanea: rischiamo di ritrovarci in una situazione simile a quella statunitense in cui l’ICE, svincolata da ogni responsabilità penale, procede a rastrellare le principali città degli USA alla caccia di immigrati?
Analisi della proposta di legge
Per capirlo dobbiamo analizzare bene la proposta di legge, e vi anticipo che non solo in molti punti sorgono dubbi sulla legittimità costituzionale di questa proposta, ma se tale proposta fosse realmente messa in atto, l’Italia subirebbe danni economici giganteschi.
Personalmente non credo che questa proposta miri ad essere realmente applicata, almeno non interamente, ma piuttosto abbia lo scopo di smuovere l’opinione pubblica per applicare ulteriore pressione politica ed ottenere una maggiore repressione nei confronti di tutti gli immigrati, compresi quelli che hanno ottenuto la cittadinanza italiana tramite naturalizzazione.
I punti principali della proposta di legge su cui mi focalizzerò sono 4:
- Le pene severe per chi sfrutta il lavoro degli immigrati
- L’istituto della Remigrazione
- Il blocco delle ONG
- Rientro degli Italo-discendenti
Da qui si capisce che la proposta non solo mira a rimpatriare gli immigrati clandestini, ma un sistema che mira a fermare in maniera totale l’immigrazione.
Ma andiamo con ordine.
Le pene severe per chi sfrutta il lavoro degli immigrati
Qui troviamo varie sanzioni per chi sfrutta l’immigrazione irregolare, con sanzioni che vanno dai 50mila a 1milione di Euro, e pene da 1 fino ad un massimo di 8 anni, che possono arrivare a 12 anni con le aggravanti.
Questa sezione mira a rendere non conveniente lo sfruttamento umano di persone disperate che sono disponibili a fare qualunque tipo di lavoro senza tutela pur di arrivare a fine mese.
L’istituto della Remigrazione
Nella legge si cita l’istituzione di un Programma Nazionale di Remigrazione, con la conseguente creazione dell’ “Istituto della Remigrazione”, con lo scopo di “promuovere il rientro volontario e assistito degli stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale.”
Un punto fondamentale di questa proposta di legge, è che in teoria questi rientri sarebbero volontari, e lo Stato fornirebbe assistenza, sussidi e voli charter a tutti gli immigrati interessati a lasciare l’Italia.
Tuttavia in 2 punti, nell’articolo 13 e 22 si parla di rimpatri forzati. Cito testualmente:
ART 13: “Il Fondo (per la Remigrazione) è destinato a:
a) rimpatri forzati e assistiti degli stranieri irregolari;”
ART 22: “Il Governo promuove la stipula di protocolli bilaterali con gli Stati di origine per il trasferimento dei condannati, i rimpatri forzati e la cooperazione nella gestione dei flussi migratori.”
Quindi riassumendo, questi rimpatri sono FORZATI o VOLONTARI?
Questa è una differenza chiave da comprendere, perchè è la differenza che ci fa capire se avremo semplicemente un programma di espulsione di immigrati che compiono reati o una vera e propria Gestapo (in stile ICE) che rastrella le città italiane alla ricerca di immigrati irregolari, con una conseguente repressione di chiunque voglia mettersi in mezzo e cercare di impedire questo tipo di operazioni.
Anche perchè nell’articolo 2 si parla anche di controllo e monitoraggio di TUTTI gli ingressi:
ART 2: “Ogni ingresso deve essere giustificato, controllato e monitorato;”
Siccome nella legge si parla di TUTTI gli ingressi, mi piace immaginare una persona che abita nel Canton Ticino in Svizzera che si ritrova con l’Istituto della Remigrazione alle calcagna mentre si gode il sole di Agosto in riviera Romagnola, che bella scena.
Il blocco delle ONG
Questo punto è molto semplice, essenzialmente vogliono rendere impossibile l’attività delle ONG, che con questa legge dovrebbero battere obbligatoriamente bandiera italiana per operare nella zona SAR (Search and Rescue – Ricerca e Soccorso); inoltre hanno l’obbligo di richiedere in maniera preventiva l’autorizzazione per le operazioni al Ministero dell’Interno, pena il sequestro della nave, e sanzioni fino ad 1 milione di euro.
Ndr Vi ricordate il caso della Sea-Watch 3 nel 2019, con Carola Rackete come capitano? Se questa legge fosse stata in vigore all’epoca la nave, che batteva bandiera tedesca, sarebbe stata sequestrata e multata dalla Guardia Costiera Italiana.
Questo punto va in diretto conflitto con la ‘Convenzione internazionale sulla ricerca ed il salvataggio marittimo’ che invece obbliga la guardia costiera a prestare soccorso in mare indipendentemente dalle autorizzazioni dello Stato.
Insomma, questa proposta vorrebbe di fatto normalizzare l’osservare i migranti che affogano nel mediterraneo senza alcun intervento statale (cosa già successa in passato) e che ribadisce la logica scritta nell’ART. 2: “non esiste un diritto intrinseco a migrare, inteso come facoltà del singolo individuo di abbandonare la propria nazione di origine per stabilirsi liberamente in un’altra.” E visto che non c’è alcun diritto nel migrare, io stato, non ho alcuna responsabilità nel salvarti mentre stai affogando, giusto?
Stendiamo un velo pietoso.
Rientro degli Italo-discendenti
Questa sezione è la più divertente, perchè dopo tutta questa manfrina, che non esiste diritto a migrare, che gli immigrati irregolari e naturalizzati vanno presi e buttati fuori a calci dal nostro paese, che le ONG che salvano gli immigrati africani che affogano nel nostro mare sono dei criminali, ora improvvisamente, vogliamo importare gli italo-discendenti nel nostro paese, SENZA LIMITE GENERAZIONALE.
Avete presente quegli italiani che più di un secolo fa si sono trasferiti negli USA, in Brasile, in Argentina, in Eritrea, che ora di italiano hanno a malapena il cognome?
Beh, a quanto pare sono abbastanza italiani per i promotori di questa legge.
Un incredibile logica giolittiana, che vede un immigrato di seconda generazione che parla la nostra lingua (a volte pure il dialetto), mangia pasta come tutti gli italiani, che ha amici, partner e conoscenti italiani come parassiti da eliminare; invece per gli italo-discendenti è sufficiente avere un bis-bis-bisnonno italiano per spalancargli le porte della cittadinanza e dei sussidi come se nulla fosse.

Conclusioni
Insomma, questa legge oltre che essere incoerente con se stessa, e violare vari trattati internazionali che l’Italia ha sottoscritto (tra tutti, la Convenzione SAR, e il trattato di Dublino), ci porterebbe ad un disastro economico non indifferente, visto che vari settori, tra cui principalmente quello primario, che usa ampiamente il lavoro degli immigrati nei loro campi agricoli, si ritroverebbe di punto in bianco senza i lavoratori necessari.
Se vogliamo affrontare seriamente il problema della micro-criminalità degli immigrati clandestini, bisognerebbe attuare riforme più profonde della semplice repressione, che vadano a toccare il tema della povertà e del disagio sociale; solo così un grande paese come il nostro, può ancora dimostrare di saper risolvere i propri problemi senza l’uso della violenza.
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