📢 Il Progressista nasce per dare voce ai giovani in un Paese guidato da una classe politica e mediatica troppo vecchia. Qui trovi articoli, inchieste e video che parlano davvero di noi, senza filtri e senza padrini.
In questo articolo leggerai:
- 👉 Perché nasce Il Progressista e chi lo sostiene
- 👉 Le esperienze che hanno segnato la Generazione Z negli ultimi 20 anni
- 👉 La missione di Riforma e Progresso contro il populismo e per un’informazione di qualità
Perché un progetto come Il Progressista?
Questa è la domanda che mi sono posto fin dall’inizio. Per rispondere ho fatto delle riflessioni sul vero motivo per cui Riforma e Progresso, l’associazione che è alle spalle di questo progetto, ha deciso di battere questa strada. Per presentare uno dei nostri progetti più ambiziosi, Il Progressista, ho pensato quindi di scrivere una lettera.
Il Progressista è un giornale che ha l’ambizione di porsi come punto di riferimento per l’informazione della Generazione Z, cui io stesso appartengo, seppur al suo limite superiore. Chi è della mia generazione sa bene di aver vissuto eventi e dinamiche difficilmente comprensibili a chi, invece, di questa generazione non fa parte.
Come per tutti noi, i primi veri ricordi consapevoli del mondo che mi circondava – inteso come una serie di eventi concatenati tra loro – risalgono al periodo delle elementari. Infatti ricordo bene la vittoria del primo uomo afroamericano alle elezioni statunitensi. Ricordo la crisi economica del 2008 e il caos politico che si è generato, nonché i numerosi cambi di governo che seguirono durante il periodo dalle medie alle superiori. Ho vissuto il referendum costituzionale promosso da Matteo Renzi, pur non potendo votare perché ancora minorenne per una sola settimana.
Ho vissuto la Brexit, su cui ho scritto un tema come esercitazione per la prima prova di maturità, dal titolo “Regno Unito che unito non è” (ammetto, forse non il migliore dei titoli). Ho vissuto la prima vittoria di Trump alle elezioni americane, osservando in quale Mondo differente mi trovassi rispetto a quello disincanto che percepivo solo otto anni prima, quando ancora ero un bambino.
Ho vissuto la pandemia, e chi è della mia generazione lo ha fatto tendenzialmente da studente: un evento che ha compresso quella che dovrebbe essere la naturale spensieratezza dei giovani, un evento che ci ha segnato tutti, e personalmente ancora di più, essendo bergamasco e ben ricordando le immagini dell’esercito con a seguito una fila infinita di bare.
Ho vissuto il 24 febbraio e l’invasione russa in Ucraina, ho vissuto il 7 ottobre e l’attacco di Hamas ad Israele e la carneficina che ne è conseguita, gettando il mondo nel caos. Ho vissuto la rielezione di Trump, che ha consolidato così l’era della post-veritá, in cui l’informazione non solo è potere ma può anche essere ridotta al silenzio o talmente alterata da perdere di significato.
Ecco, in questo Mondo ho vissuto e sto vivendo, e di questo Mondo mi voglio e debbo informare. Per questo nasce Il Progressista, per raccontare il Mondo a chi è come me e mi può capire.
Tornando alla domanda iniziale, perché un progetto come Il Progressista? O meglio, perché lo ha fatto Riforma e Progresso? Semplice: Riforma e Progresso è un’associazione politico-culturale che vuole porsi come ponte tra cittadini, politica ed istituzioni, il cui rapporto negli ultimi anni si è incrinato, anche a causa di una malattia che affligge un po’ tutto il mondo: il populismo.
Ecco, Riforma e Progresso vuole rispondere alla demagogia con il pragmatismo, convinti che non saranno le soluzioni di pancia a risollevare l’Italia ma le soluzioni di testa. Per farlo serve però prima coinvolgere un altro organo, il cuore. Non bastano i dati, sui quali basiamo il nostro lavoro, serve avere un reale coinvolgimento delle persone, senza di loro, senza ascoltare i loro dubbi, i loro timori, le loro necessità, anche la proposta migliore al mondo non potrà realmente funzionare.
Per farlo dobbiamo dare alle persone gli strumenti per informarsi e per questo Riforma e Progresso ha promosso la nascita del Progressista, un giornale cucito su misura per la Gen Z, che parli la loro lingua, anche metatestuale, fin dal logo. Vogliamo dare ai giovani uno strumento per potersi informare e comprendere meglio il mondo che li circonda.
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