“Clima tossico e pugno a un congresso” intervista a ex di Gioventù Nazionale

Redazione

Le parole di un ex-militante di Gioventù Nazionale: “Un dirigente mi ha tirato un pugno perchè non ho sbandierato in tempo a un congresso”. Ci racconta del clima tossico e richiami al fascismo nella giovanile di Fratelli d’Italia.

Guarda il video integrale dell’intervista.

L’identikit di Gioventù Nazionale

Anzitutto: perché un’intervista a volto coperto?

Perché per sua stessa ammissione l’ex-militante, che chiameremo Matteo, teme per la sua incolumità, avendo già subito aggressioni fisiche e verbali in passato.
Ma partiamo dall’inizio.

Matteo è stato un militante di Gioventù Nazionale, la giovanile di Fratelli D’Italia, il principale partito della maggioranza di governo.  

Gioventù Nazionale è un movimento nato nel 2014 dall’eredità storica dei movimenti giovanili della destra italiana e si propone di riavvicinare le nuove generazioni alla politica, intesa come servizio al bene comune e difesa dell’interesse nazionale.

Conta oltre 150 circoli territoriali e conta più di 50.000 iscritti (sui social è la seconda giovanile più seguita, dopo quella della Lega), ha la stessa sede di Fratelli d’Italia, in via della Scrofa a Roma. 

Giorgia Meloni con i militanti di Gioventù Nazionale, la festa nazionale del partito.

La sua visione del mondo si fonda sulla tutela delle radici cristiane e dell’identità dell’Europa, accostata a una forte impronta etica che mette al centro la persona e la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.
Sul piano sociale ed economico, il movimento promuove un modello basato sull’eguaglianza delle opportunità di partenza unitamente alla valorizzazione del merito individuali. Sostiene inoltre la giustizia sociale, la solidarietà e la centralità della famiglia come pilastro e ammortizzatore naturale della società.

Il programma si completa con la valorizzazione del patrimonio storico-culturale italiano in equilibrio con l’ambiente, la difesa delle libertà individuali, il rispetto delle regole e la promozione della pace fondata sull’autodeterminazione dei popoli.

Infine, richiamando l’immaginario tolkeniano, il movimento esorta i giovani all’intraprendenza e alla responsabilità personale per incidere sul futuro della comunità nazionale senza affidarsi ad aiuti dall’alto o scorciatoie.

Questa la presentazione su carta. 

Matteo ci racconta invece di un ambiente tossico, i cui fumi venefici soffocano qualunque opinione personale, con la minaccia di allontanamento dal partito, un ambiente in cui ogni iniziativa non coincidente con la linea politica del partito viene repressa, annullando lo spazio anche solo per una parvenza di confronto.

Matteo ci racconta di un partito in cui al merito, concetto rivendicato fin da subito dal governo, tanto da inserirlo nella denominazione del Ministero dell’Istruzione, sono preferite la fedeltà e la ruffianeria. Una realtà in cui le elezioni interne sono inesistenti e gli incarichi organizzativi e dirigenziali sono sostanzialmente imposti, nelle occasioni congressuali, con sguardi intimidatori o vere e proprie minacce verbali. 

Ci racconta in particolare di un episodio. Ad un evento era incaricato di sventolare la bandiera del partito, un gesto evidentemente accessorio e teoricamente privo di contraccolpi: non facendolo in tempo tuttavia, ha ricevuto un pugno sul costato da un dirigente di partito, che attualmente ricopre anche incarichi istituzionali, accompagnato dalle risate degli altri militanti per sdrammatizzare, pur non definendo episodi come questo “violenza”. 

Invitato a identificare il dirigente di Fratelli D’Italia autore del gesto descritto Matteo ha preferito non farlo, temendo ripercussioni. 

I rapporti con il fascismo

Gli abbiamo chiesto del rapporto di Gioventù Nazionale con Mussolini e il fascismo.

Matteo ci risponde dicendo che in fase di tesseramento, specialmente nel periodo in cui altri partiti del centrodestra italiano avevano maggiore consenso, si faceva leva proprio sull’eredità che Fratelli D’Italia rappresentava del Movimento Sociale Italiano, di dichiarata ispirazione neofascista ed erede del Movimento Fascista Repubblicano (ndr: fondato da Mussolini e partito unico della Repubblica Sociale Italiana, conosciuta anche come Repubblica di Salò). Si faceva leva sul fatto, dice Matteo, “che fossimo nostalgici del ventennio fascista, questo è innegabile”. 

Ci racconta che durante le riunioni e non solo i militanti erano soliti fare il saluto romano, pur senza essere obbligati.

Nel 2024 era emersa una polemica, a seguito dell’inchiesta di Fanpage, in merito al rapporto tra il fascismo e la giovanile di FdI, intitolata “Gioventù Meloniana”.

Si riporta l’incipit dell’atto di Sindacato Ispettivo del Senato della Repubblica (n. 3-01202)

Il 14 giugno 2024 la trasmissione “Piazza Pulita” ha mandato in onda un’inchiesta della redazione di “Fanpage.it” dal titolo “Gioventù Meloniana”, dalla quale è emersa una rappresentazione inquietante e preoccupante della militanza di “Gioventù Nazionale”, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia; secondo quanto è emerso dal servizio, nella suddetta organizzazione è “normale” il ricorso a gesti e parole di esplicito e voluto riferimento nazifascista, quali saluti romani, urla al motto nazista “Sieg Heil”, richiami al duce, partecipazione al rito del “presente” e utilizzo di epiteti razzisti, oltre all’allestimento di “concerti” con repertorio di “canzoni” eredità della Repubblica di Salò;

Successivamente un episodio in particolare è assurto a fatto di cronaca: a fine di ottobre 2025 (in coincidenza con l’anniversario della Marcia su Roma), è emerso un video girato all’interno della sede di Fratelli d’Italia e di Gioventù Nazionale in Borgo del Parmigianino a Parma. Nel filmato alcuni giovani intonavano cori fascisti e inni al Duce.

Subito dopo la diffusione del video, il coordinamento regionale di Gioventù Nazionale ha disposto il commissariamento della sezione di Parma. 

Oltre alle polemiche delle opposizioni c’è stata una dura presa di posizione anche da parte di esponenti di governo, tra cui il ministro della difesa Guido Crosetto, che ha detto “Quei cori si commentano da soli. Sono qualcosa che nulla ha a che fare con Fratelli d’Italia, quelle persone vanno prese a calci e mandate via”. 

Matteo tuttavia vorrebbe chiedere a Giorgia Meloni perché questo gesto sia stato condannato, un gesto che rientrerebbe nelle dinamiche quotidiane del movimento, mentre è stato tollerato “un viceministro alle infrastrutture che si vestiva da nazista” (ndr: il riferimento è ad una foto dell’on. Galeazzo Bignami, viceministro fino al 4 dicembre 2024 e attuale capogruppo di FdI alla Camera), chiedendosi infine: Fratelli d’Italia è un partito che appoggia o condanna il fascismo?

“Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà”. Il coro della canzone fascista “Me ne frego” arriva dalla sede di Fratelli d’Italia di Parma, utilizzata anche dai ragazzi di Gioventù nazionale, ed è stato immortalato da un telefonino e poi condiviso sui social. Invocano poi il “duce”, urlano insieme dentro e fuori dal locale in Borgo del Parmigianino, dove sventola il tricolore. Video di TG La7

Come si finanzia Gioventù Nazionale? E che rapporto ha con Giorgia Meloni?

Matteo ci racconta l’esperienza del suo circolo territoriale, che non riceveva alcun finanziamento, né dal movimento nazionale né dal partito.

Ai militanti sarebbe chiesta una partecipazione alle iniziative interamente a loro spese, spesso anche in altre parti d’Italia o nelle istituzioni europee, senza prevedere rimborsi, arrivando a vere e proprie intimidazioni, pena la sostituzione con qualcuno di più attivo. Molti giovani sarebbero disposti a subire umiliazioni poiché verrebbero ricompensati con incarichi come portaborse (ndr. assistente parlamentare), segretari provinciali e regionali ecc. 

Matteo dà anche una sua lettura alla figura di Giorgia Meloni, ritenendola nata da un’operazione di marketing della maggioranza del partito, con lo scopo di attenuare le polemiche in merito al fascismo potendo respingere quelle di sessismo, ma che le decisioni fossero prese da altri, in particolare da Ignazio La Russa e dai coordinatori regionali.  

Abbiamo chiesto a Matteo perché abbia voluto farsi intervistare.

Ci risponde che lui crede nei giovani e nella loro capacità di impegnarsi per portare avanti una loro visione, ma non consiglierebbe di aderire a Gioventù Nazionale o Fratelli d’Italia per come vengono gestiti oggi, in modo “vergognoso e cameratesco”, auspicando ad un cambio di passo, non trovando ad oggi un partito o movimento che rappresenti i suoi ideali politici. 

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