Perché denunciare è importante

Vittorio Spagni

Senza la tua querela, chi ti danneggia resta impunito. Ecco perché il tuo ruolo è diventato decisivo per la giustizia.

Vittorio Spagni ti spiega perchè denunciare è importante.

Questo ragionamento, comprensibile ma sbagliato, è diventato ancora più pericoloso dopo la riforma Cartabia del 2022. 

Il sistema della querela ha infatti trasformato radicalmente il rapporto tra cittadino e giustizia penale, rendendo la denuncia della vittima non più un semplice atto di collaborazione con le autorità, ma una condizione indispensabile perché il procedimento penale possa iniziare. 

Questa trasformazione ha effetti retroattivi e si applica anche ai reati commessi prima dell’entrata in vigore della riforma, creando una situazione in cui migliaia di procedimenti già avviati sono stati archiviati per mancanza della querela della persona offesa.

Che cos’è la querela?

La querela altro non è che una dichiarazione con cui manifesti la volontà che si proceda per un fatto previsto come reato: puoi presentarla personalmente o tramite procuratore speciale.

La querela ha un limite temporale: 90 giorni, con alcuni limitati casi in cui questo termine è esteso a 6 mesi o 1 anno, come per lo stalking e la violenza sessuale

La riforma Cartabia e il nuovo regime di procedibilità a querela

Immagina: ti spaccano il vetro dell’auto e pensi “a cosa serve denunciare? Tanto non faranno nulla”. 

Dopo la riforma Cartabia questa domanda non è più retorica: oggi, per molti reati contro il patrimonio, senza la tua querela il procedimento penale nemmeno parte. 

La denuncia non è più solo collaborazione con le autorità, è la chiave che accende il motore della giustizia. 

La Cassazione ha chiarito che questo nuovo regime vale anche per fatti commessi prima dell’entrata in vigore della riforma, con l’effetto che procedimenti già avviati sono stati archiviati per mancanza di querela della persona offesa. 

C’è comunque da dire che la riforma, proprio per evitare improvvise impunità, aveva previsto una finestra transitoria (30 dicembre 2022 – 30 marzo 2023) per “recuperare” le querele sui reati già commessi, anche se molti non lo hanno saputo. 

Quali reati contro il patrimonio richiedono ora la denuncia della vittima

Il cambiamento più evidente riguarda il furto (art. 624 c.p.): oggi, in via generale, è punibile a querela della persona offesa. 

Si procede d’ufficio solo in casi specifici (ad esempio se la vittima è incapace per età o infermità, o in presenza di determinate aggravanti, con i limiti previsti per le cose esposte alla pubblica fede). 

La Cassazione ha ribadito che anche il furto aggravato dalla destrezza richiede la querela della vittima. 

Novità importanti anche per il danneggiamento: restano punibili d’ufficio solo le ipotesi più gravi, ad esempio quando c’è violenza alla persona o in contesti di particolare allarme sociale.

Le conseguenze della mancata denuncia sul recupero dei beni rubati

Denunciare serve anche a riavere ciò che ti appartiene. Se le forze dell’ordine recuperano un bene rubato, la restituzione dipende dall’esistenza di una denuncia che colleghi quel bene a te. 

Senza, agli occhi della legge quel bene è “senza proprietario identificabile”: finisce nei depositi per gli oggetti smarriti e, dopo un anno, può essere venduto all’asta o destinato a beneficenza. 

È un paradosso crudele: perdi due volte, e spesso senza che il responsabile venga neppure cercato. 

Una querela dettagliata (numeri di serie, foto, caratteristiche uniche) aiuta gli investigatori a collegare i puntini, facilita le indagini e aumenta le possibilità sia di recupero del bene sia di identificazione dell’autore.

L’importanza della querela sui precedenti penali del responsabile

Molti autori di furti e danneggiamenti sono già autori di altri reati della stessa natura.  Ogni mancata denuncia rende invisibile un tassello del loro “curriculum criminale”. 

Al contrario, le querele compongono un mosaico: è così che una condotta apparentemente “minore” smette di essere trattata con indulgenza. 

Denunciare, quindi, non è solo tutelare se stessi: è un atto di responsabilità sociale che aiuta a fermare carriere criminali che prosperano proprio sul silenzio delle vittime.

In conclusione

La riforma Cartabia ha messo la querela al centro: senza la tua voce, molti reati restano senza giustizia. 

Denunciare significa far partire il procedimento, aumentare le chance di recuperare i beni, rendere visibili i recidivi e rafforzare la prevenzione. 

Non lasciare che la rassegnazione diventi un regalo a chi delinque: presenta querela entro 3 mesi, descrivi con cura i fatti e gli oggetti sottratti, conserva scontrini, foto e numeri di serie, indica eventuali testimoni. 

È un gesto concreto che tutela te, aiuta gli altri e rende la collettività più sicura. Per casi specifici, rivolgiti a un professionista: una buona querela è spesso la differenza tra un fascicolo che si ferma e una giustizia che arriva fino in fondo.

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