Chi è davvero il mostro?
Un ragazzo innamorato della ragazza dei suoi sogni. Un desiderio magico. Una storia d’amore che sembra finalmente realizzarsi.
Detta così, Obsession potrebbe sembrare una commedia romantica con qualche elemento fantasy. In realtà è uno degli horror più inquietanti degli ultimi anni. Racconta l’ossessione di chi confonde l’amore con il possesso.
Scritto e diretto dal giovanissimo Curry Barker, Obsession è diventato un caso cinematografico nel giro di poche settimane, trasformando un budget bassissimo in un successo enorme al botteghino. Ma i numeri, da soli, non spiegano perché il film stia colpendo così tanto il pubblico.
Per capirlo bisogna andare oltre la superficie. Perché sotto la storia di Bear e Nikki si nasconde una riflessione disturbante sul consenso, sulle relazioni tossiche e su una domanda che accompagna tutto il film fino ai titoli di coda: Chi è davvero il mostro?
Conosciamo il regista
Recentemente sono andata al cinema a vedere un film horror, Obsession, che mi ha ampiamente stupito. Scritto e diretto da Curry Barker, un regista giovanissimo, classe 1999, da sempre interessato al mondo del cinema e in particolare al genere horror.
Approccia questo mondo per la prima volta con un collega del college, Cooper Tomlison, con il quale apre un canale YouTube che descrivono come “la nostra scuola di cinema fuori dalla scuola di cinema”. Cominciano a pubblicare video sia comici che horror, con cui si esercitano, giocando con le loro passioni.
Obsession è il primo lungometraggio di Barker. Prima di questo ha diretto il mediometraggio Milk e Serial, disponibile gratuitamente su YouTube.
Girato nel 2024 in California in soli venti giorni, con un budget che oscilla tra i 750 mila e il milione di dollari, Obsession è stato presentato per la prima volta al Toronto International Film Festival nel 2025. Pochi giorni dopo, Focus Features, insieme a Universal Pictures, avrebbe aperto le trattative per distribuire il film a livello internazionale. È in tutte le sale a partire dal 15 maggio 2026.

Perché dovete guardare questo film
È un film costato meno un milione di dollari e, in meno di un mese di distribuzione ha incassato a livello globale più di 200 milioni di dollari. Un successo del genere non si vedeva dai tempi del primo Paranormal Activity, film del 2007.
Questo film è scritto, diretto e interpretato interamente da persone della Generazione Z. Il film parla proprio a noi. Il regista non ha ancora compiuto 27 anni, la protagonista femminile, Inde Navarrette, che a mio parere regge da sola tutto il film, ha 25 anni, mentre il protagonista maschile, Michael Johnston, ne ha 30.
È un horror molto diverso rispetto ai soliti a cui siamo abituati: dobbiamo scordarci qualsiasi casa infestata, demoni o esorcismi stile la serie, anch’essa di successo, The Conjuring. L’elemento paranormale è presente, ma è solo un espediente per raccontare qualcosa che purtroppo conosciamo benissimo: le relazioni tossiche.
Vi lascio qua sotto la sinossi:
“Dopo aver spezzato il misterioso bastoncino del desiderio per conquistare il cuore della ragazza che ama, un romantico senza speranza ottiene esattamente ciò che ha chiesto, ma presto scopre che alcuni desideri hanno un prezzo sinistro e pericoloso”.
È un film che parla di controllo, manipolazione e assenza di consenso, oltre che fornirci un piccolo assaggio, anche se secondo me alla lontana, del mondo incel. Il protagonista, Bear, non riesce in alcun modo a dichiararsi alla ragazza di cui è innamorato e per questo utilizza un oggetto magico.
Vorrei entrare più nel dettaglio, per raccontare bene cosa mi ha colpito di questo film e analizzarlo più in profondità. Perciò, da questo momento… SPOILER.
Di cosa parla il film
La storia gira intorno a un gruppo di colleghi, due ragazzi e due ragazze, che lavorano in un negozio di strumenti musicali. La mattina lavorano insieme e la sera sono soliti uscire a bere in un pub che mi ha ricordato molto quello di How I Met Your Mother.
Dai primi minuti del film scopriamo che Bear è innamorato di Nikki, una ragazza che incarna la bellezza canonica: magra, naso all’insù, pelle chiara e lineamenti delicati. È una ragazza solare che sogna di diventare scrittrice e di mollare il lavoro per dedicarsi alle proprie passioni. Nikki però è sfuggente, ha un carattere pungente e sembra sempre mantenere una certa distanza dagli altri.
Prima della solita serata del quartetto, proprio nel giorno in cui Bear, spronato dal suo amico Ian, decide che quella sarà la serata giusta per dichiararsi, tac, Nikki perde la sua collana con i cristalli, quelli delle “energie”. Occasione perfetta per ricomprargliene un’altra. Bear si reca in un bazar per acquistare il sostituto dell’oggetto smarrito. Ma cosa compra, alla fine? Un One Wish Willow, un bastoncino di salice che promette di esaudire un desiderio. Uno soltanto. Il mistero si infittisce quando, al momento dell’acquisto, la commessa gli dice che “molti clienti sono tornati a lamentarsi perché non hanno seguito bene le istruzioni”. Una frase che mi ha dato molto le vibes di quegli episodi speciali di Halloween delle serie TV e dei cartoni animati, quelli in cui succedono le peggio cose. E infatti… vedrete poi cosa succede.
Durante il viaggio di ritorno in macchina dalla serata al pub (quella in cui avrebbe dovuto dichiararsi, ma ovviamente senza successo), Nikki gli chiede esplicitamente se prova qualcosa per lei. Lui nega, dicendo di vederla solo come un’amica. Non ho altri aggettivi da usare se non: Bear, sei proprio un coglione.
Nikki varca la porta di casa dopo essere stata riaccompagnata, stizzita. Si comporta così perché Bear non ha il coraggio di dichiararsi; lei ha capito benissimo che Bear è innamorato di lei, non ricambia i suoi sentimenti, ma in qualche modo ricerca comunque le sue attenzioni. In quel momento Bear spezza in due il One Willow Wish.
Spezzando quel bastoncino e desiderando: “Vorrei che Nikki mi amasse più di ogni altra cosa al mondo”, Bear mette in moto qualcosa che non sarà più in grado di controllare, cambierà tutto, per sempre.
Da Nikki a Freaky Nikki
Avete presente le fiabe o i racconti fantasy in cui le streghe preparano filtri d’amore per far innamorare la persona amata? Ecco, questo è l’effetto del bastoncino, Nikki è sotto un incantesimo.
All’inizio non capisce bene cosa le stia succedendo. Si sente strana, quasi fosse ubriaca o drogata. è come se convivessero contemporaneamente due versioni di Nikki: quella vera e quella sotto incantesimo, perdutamente innamorata di Bear. Il desiderio si è avverato… ma in modo inaspettato per lui.
Bear non è abituato a gestire una situazione del genere. Non sa come comportarsi davanti a quello che sta accadendo, perché Nikki è sempre stata una figura idealizzata e lui non ha mai provato davvero a capire come ci si approccia a una ragazza nel mondo reale. Nel corso del tempo scopriamo, grazie alle dichiarazioni degli altri personaggi, che lui non conosce davvero Nikki, e ignora parti importanti della sua vita, come il vero rapporto con suo padre.
La sera stessa dell’incantesimo, “Freaky Nikki”, lo bacia. Dopo, sembra quasi risvegliarsi improvvisamente. In quel frangente è la vera Nikki che parla, sconvolta da ciò che sta facendo. La vera Nikki non avrebbe mai voluto trovarsi a baciare Bear.
E Bear, cosa fa? Sì, è stupito, perché sa benissimo, che la vera Nikki non si comporterebbe mai in quel modo, ma allo stesso tempo è entusiasta che tutto questo stia accadendo. Fa finta che non si tratti di un incantesimo e che non ci sia consenso. Tutto questo perché finalmente possiede Nikki e avrebbe fatto di tutto per averla, senza sforzo.
I due iniziano una relazione ed è subito una relazione morbosa e appiccicosa. Li vediamo sempre insieme: si baciano negli sgabuzzini del negozio dove lavorano, escono, guardano film e, di fatto, iniziano una convivenza nella casa di Bear.
Una delle prime scene che ci fa capire la vera natura di Bear arriva durante la scena di un rapporto sessuale tra lui e Nikki. Mentre lui è completamente assorbito da ciò che sta vivendo, e sentiamo lei che emette dei suoni, la macchina da presa si sofferma sul volto di lei. Il suo sguardo è vacuo. Non c’è felicità, non c’è partecipazione.
È come se l’involucro sotto incantesimo stesse recitando una parte, mentre la vera Nikki, intrappolata da qualche parte sotto la superficie, stesse subendo una violenza. Il film suggerisce così, in modo inquietante, che dietro quella relazione apparentemente perfetta si nasconda una profonda assenza di consenso.
Ancora più significativo è ciò che accade dopo. Una volta finito, Bear non mostra alcuna particolare attenzione nei confronti di Nikki, né dal punto di vista emotivo né da quello fisico. È uno dei primi momenti in cui il film ci fa capire che il suo non è amore. Bear non è innamorato di Nikki: è innamorato dell’idea di possederla.
Freaky Nikki diventa… inquietante
Fino a questo momento abbiamo capito che Nikki è diventata strana, ma non abbiamo ancora visto nulla di davvero spaventoso, degno di un horror. Dopo qualche mese in cui sembra andare tutto più o meno bene, comincia a comportarsi in modi sempre più inquietanti.
Una mattina decide di fare una sorpresa a Bear. Allestisce un altarino con fiori, candele e… la gatta Sandy. Esatto: riesuma il cadavere del povero micio (morto all’inizio del film a causa di alcune pasticche di ossicodone lasciate in giro dal protagonista). E non è finita qui. Un giorno gli prepara persino il pranzo da portare al lavoro: un bel sandwich farcito. Farcito di cosa? Della gatta Sandy frullata.
Ammetto che questa è l’unica parte del film a cui non sono riuscita a dare una grande spiegazione. Non ho capito il simbolismo o le analogie dietro il gatto, so soltanto che l’ho trovata profondamente disturbante.
E poi, quando lui torna a casa da Freaky Nikki (già qui io sarei scappata a gambe levate invece di tornare da lei), cerca di spiegarle, come se fosse una bambina indifesa, che certe cose non si fanno. Che i gatti non si cucinano. Per capire il problema, dovete immaginarvi Nikki come un robot che interpreta tutto in maniera letterale.
Ora vi spiego meglio, raccontandovi altre scene.
Bear si sveglia improvvisamente e non trova la ragazza accanto a lui nel letto. La vede invece in un angolo della stanza che lo fissa con uno sguardo inquietante. A un certo punto inizia anche a piangere disperatamente perché è convinta che Bear non la ami abbastanza. Probabilmente non ha tutti i torti, visto che per la maggior parte del tempo lui sembra più spaventato dalla creatura che ha davanti che interessato a costruire una vera relazione. È ancora intrappolato in quella versione idealizzata di Nikki di cui vi avevo già parlato.
Ad aumentare il disagio ci sono i sorrisi sardonici di Nikki e le sue urla, davvero da raggelare il sangue. Nella mia testa continuavo a pensare: BEAR, SCAPPAAAAAAAA.
E invece lui rimane lì. Continua a portare avanti quella relazione perché, tutto sommato, è felice della falsità in cui è immerso. D’altronde è OSSSESSIONATO da Nikki.
Il giorno dopo deve andare al lavoro mentre Nikki è a riposo e rimane a casa. Ed è proprio lì che Bear si accorge di altri dettagli terrificanti. L’intera porta d’ingresso è stata sigillata con del nastro adesivo argentato.
È una di quelle immagini che mi hanno fatto accapponare la pelle. Mi ha ricordato tantissimo quei film o quei racconti, adesso non me ne viene in mente nemmeno uno nello specifico, in cui una ragazza viene imprigionata dallo stalker di turno. Solo che qui la persona fuori controllo è una ragazza, Nikki.
In qualche modo Bear riesce comunque a uscire e andare al lavoro, ordinandole di non fare niente e di restare ferma. E Freaky Nikki, prendendo l’ordine alla lettera, fa esattamente questo.
Passa l’intera giornata a fissare la porta di casa con il suo solito sorriso tetro. Tutto il giorno. Si fa persino la pipì addosso e si vomita sulla maglietta del pigiama.
Io, al posto di Bear…

Ma tralasciamo.
Adesso arriva una delle scene che mi ha spaventato di più. La metterei tranquillamente al secondo posto nella classifica dei momenti più spaventosi del film.
Quando Bear torna a casa, ormai inquietato e spaventato, è deciso a dire a Nikki che quella sera vuole uscire da solo: vuole andare alla festa organizzata dall’amico Ian senza di lei. Si è preparato mentalmente ad affrontare quella conversazione.
Ma a quel punto la situazione precipita e capiamo fino in fondo quanto Bear sia un inetto.
Innanzitutto, rimane orripilato dalla visione che si trova davanti appena gira la chiave nella toppa: Nikki è sporca e in evidente stato di degrado.
Quando Freaky Nikki si chiude in bagno per fare una doccia, lui ne approfitta per parlarle. Non ha nemmeno il coraggio di affrontarla faccia a faccia, aspetta che sia nascosta dietro una porta per raccontarle il suo piano di andare da Ian.
Nel momento in cui Nikki capisce di non essere la benvenuta, inizia a urlare e a disperarsi. Soprattutto perché sa che alla festa ci saranno altre ragazze e ha capito che Bear non la vuole davvero. Riparte quindi tutta la solita tarantella fatta di pianti e urla d’aquila.
Ma arriviamo alla parte più inquietante. A un certo punto Nikki entra in cucina e prende un coltello. Noi non sappiamo esattamente cosa abbia intenzione di fare, però io, in quel momento, mi sono spaventata davvero. Mi sono immedesimata in tutti quei casi di femminicidio in cui un partner minaccia improvvisamente la persona che ha accanto. Per un attimo mi sono immedesimata in Bear e mi sono sentita in pericolo.
In realtà Freaky Nikki cerca solo di manipolarlo. Gli dice che vuole farsi del male e che, se andrà alla festa senza di lei, si ferirà. A quel punto Bear è costretto a portarla con sé. E naturalmente non è gradita da nessuno, anche lì, infatti, farà cose strane… Vi dico solo una cosa. La scena del gioco della bottiglia.
Bear è un inetto
In tutto questo Bear non fa niente. È terrorizzato, ma accetta passivamente tutto quello che gli succede perché, in fondo, è contento di avere una “relazione” con Nikki. Preferisce questa versione di lei piuttosto che non averla affatto o, peggio ancora, trovare il coraggio di costruire una relazione reale con la vera Nikki.
Non ascolta nemmeno i consigli degli amici. Quando i colleghi gli riferiscono che Nikki gli ha raccontato diverse bugie, ad esempio che si comporta in modo strano perché il padre è gravemente malato. Gli fanno notare che non è vero e che, anzi, non ha nemmeno un buon rapporto con lui. Bear però non ci crede. O forse, più probabilmente, fa finta di non crederci perché non vuole ammettere che si trova immerso in una situazione fittizia.
Soltanto nell’ultima mezz’ora circa del film prova finalmente a fare qualcosa. Torna nel negozio dove ha comprato l’oggetto magico e chiede aiuto, ma riceve una risposta avvolta nel mistero. I commessi se ne lavano le mani e gli dicono di chiamare il numero presente sulla confezione. Sul pacchetto del bastoncino, sono riportate una serie di istruzioni – che lui ovviamente non ha letto – e un numero di telefono da contattare per ricevere assistenza. In poche parole, un call center annoiato dall’ennesima chiamata dell’ennesimo scemo che ha espresso un desiderio di merda gli spiega che non è possibile esprimere un controdesiderio. La cosa più assurda è che Bear inizialmente non vuole nemmeno annullare il desiderio. Una persona sana di mente, in una situazione del genere, vorrebbe riportare tutto allo stato anteriore. Lui invece no: vorrebbe soltanto modificarlo leggermente L’unica soluzione possibile è far esprimere il controdesiderio a qualcun altro, oppure uccidersi.
Nonostante tutto questo, torna comunque a casa da Nikki e passa un’altra notte con lei. Ed è proprio la notte della catastrofe.
Dopo la scena della festa e del gioco della bottiglia, quando a Bear sarebbe toccato baciare Sarah e Nikki reagisce in modo drammatico, arrivando persino a ferirsi il viso con oggetti appuntiti, Sarah gli chiede di vedersi in privato per parlare.
Bear è avvinghiato nel letto dalle braccia di Nikki, ma in qualche modo riesce ad alzarsi e ad allontanarsi in punta di piedi. A questo punto accade una delle scene più struggenti dell’intero film. Si sveglia la vera Nikki, che implora Bear di ucciderla. Vuole essere liberata dalla prigione a cui è costretta a causa dell’incantesimo.
E lui cosa fa?
Da perfetto inetto risponde con una frase che mi ha lasciata senza parole: «È così brutto stare con me?»
È in quel momento che capiamo che l’unico veramente ossessionato da Nikki è lui. È lui a non riuscire a compiere nemmeno quest’ultimo gesto di coraggio che la Nikki reale, quella che sostiene di amare, gli sta chiedendo. Invece di aiutarla, si spaventa davanti a una versione di lei che non aveva previsto e fugge tra le braccia di Sarah. Lei è davvero innamorata di lui; lui, invece, si rifugia da lei soltanto per scappare da Nikki. Una Nikki che si comporta in modo tossico e terrificante, ma che in fondo è il risultato del desiderio espresso da Bear: essere amato più di ogni altra cosa al mondo.
Dopo la conversazione tra Bear e Sarah in macchina assistiamo a uno dei jump scare meglio riusciti che abbia visto negli ultimi film horror, ed è la scena più spaventosa dell’intero film. Freaky Nikki, cioè la versione sotto incantesimo, raggiunge la piazza dove i due sono parcheggiati, sfonda il vetro dell’auto con un mattone e poi usa lo stesso mattone per fracassare la testa di Sarah, che muore sul colpo.
La scena è estremamente splatter. E ovviamente Bear non fa nulla.
Rimane lì, paralizzato, a fissare quello che sta accadendo davanti ai suoi occhi. Addirittura, dopo l’omicidio, Freaky Nikki riesce a convincerlo ad aiutarla a spostare il cadavere. Non so voi, ma in una situazione del genere l’unica cosa che avrei avuto il coraggio di fare sarebbe stata correre, scappare a gambe levate e chiamare il 911.
The Grand Finale
Solo negli ultimi dieci minuti del film Bear si impegna davvero per spezzare l’incantesimo. Per prima cosa si rivolge a Ian a cui porge un nuovo bastoncino dei desideri. Ovviamente Ian non crede alla storia del bastoncino del desiderio e, sinceramente, come dargli torto? Chi crederebbe a una cosa del genere? È completamente assurda. Così, invece di desiderare l’annullamento del desiderio di Bear, come gli era stato chiesto, esprime il desiderio di diventare miliardario. E subito vediamo centinaia di banconote cadere dal soffitto e riempire la stanza.
Cosa fa Bear a questo punto?
Trova addirittura il coraggio di tornare a casa, dove Freaky Nikki se ne sta tranquillamente con il cadavere di Sarah in salotto. Lui vuole provare a far esprimere il controdesiderio a Nikki stessa, dopo aver acquistato un altro bastoncino. Eppure, non riesce nemmeno a chiederle questo favore. Non riesce a domandare un sacrificio alla versione di Nikki che, letteralmente, avrebbe fatto qualsiasi cosa per lui.
Dopo poco tempo, Ian corre a casa loro, finalmente convinto dell’esistenza dei bastoncini magici, e convinto a voler aiutare il suo amico Bear. Finisce brutalmente ucciso da Freaky Nikki con un colpo di pistola al centro del petto
Qual è quindi l’unica strada rimasta per il nostro protagonista? Uccidersi.
All’inizio Bear prova a spararsi in bocca, ma non ha il coraggio di premere il grilletto. Decide quindi di ingerire un intero flacone di ossicodone.
È come se il film chiudesse un cerchio.
All’inizio avevamo visto la gatta Sandy morire proprio a causa dell’ingestione di quelle pillole; adesso, negli ultimi minuti, Bear compie esattamente lo stesso gesto. Eppure, anche dopo averle ingerite, cambia idea e prova a vomitarle.
Perché non ci riesce?
Vi ricordate l’ennesimo bastoncino acquistato da Bear? Lo dimentica in salotto e viene utilizzato da Freaky Nikki per esprimere un nuovo desiderio: che Bear sia innamorato di lei.
Gli ultimi minuti sono davvero struggenti. Vediamo finalmente una versione di amore apparentemente autentica tra i due protagonisti: sembrano innamorati e felici. Ma ovviamente dura pochissimo, giusto il tempo necessario perché le pillole facciano effetto.
Bear cade a terra morto, con la schiuma alla bocca.
Freaky Nikki sembra sul punto di uccidersi a sua volta, ma poi si risveglia la vera Nikki. Si guarda attorno, vede tutto il disastro che è stato causato e scoppia in un pianto devastante, che sembrano rompere lo schermo.
Chi è il mostro?
Insomma, dopo la visione di questo film, c’è davvero tanto su cui riflettere.
Possiamo interrogarci su chi sia il vero mostro tra Nikki e Bear e, per quanto mi riguarda, la risposta è senza ombra di dubbio Bear. È lui ad aver imprigionato un’anima innocente in una condizione in cui Nikki non avrebbe mai voluto trovarsi. Possiamo riflettere sugli uomini che concepiscono la donna come qualcosa da possedere anziché come una persona con cui costruire un rapporto alla pari. Ma possiamo anche soffermarci sui cambiamenti generazionali che stanno trasformando il modo in cui viviamo le relazioni.
Negli ultimi decenni sembra essere diventato sempre più difficile costruire rapporti stabili e autentici. C’è sempre qualcosa che ci blocca, che ci impedisce di affrontare la situazione fino in fondo. Abbiamo paura di esporci e di rischiare un rifiuto. Così preferiamo non entrare in relazione oppure scaricare la colpa sull’altro sesso: gli uomini sono tutti dei malesseri, le donne tutte delle stronze approfittatrici. È molto più semplice che mettersi davvero in gioco.
Obsession è un film che lascia senza fiato proprio perché parla di tematiche quotidiane per la Generazione Z utilizzando il linguaggio dell’horror.

Considerazioni finali
Senza ombra di dubbio siamo di fronte a uno dei migliori horror degli ultimi anni. Il genere sta vivendo una vera e propria rinascita qualitativa, come dimostrano opere recenti come Obsession e Backrooms, entrambe dirette da membri della Generazione Z. Se guardiamo all’anno scorso troviamo anche Bring Her Back e Weapon, che ha portato alla vittoria dell’Oscar come miglior attrice non protagonista. Senza dimenticare The Substance con Demi Moore, candidato come miglior film agli Oscar 2024.
Sono film molto diversi tra loro, ma hanno tutti una caratteristica in comune: meritano di essere visti.
Non sono i classici horror che andavano di moda una decina di anni fa, costruiti attorno agli stessi elementi ripetuti all’infinito; case infestate, tavole Ouija, esorcismi e fantasmi. Si tratta invece di horror profondamente psicologici, che fanno molta più paura perché colpiscono aspetti autentici della nostra esperienza umana.
Tornando a Obsession, chi non ha mai avuto a che fare, direttamente o indirettamente, con una relazione tossica? Siamo costantemente esposti a notizie di femminicidi e a storie di relazioni finite in tragedia. È inevitabile che tutto questo ci colpisca molto più dell’ennesimo fantasma che si aggira per un corridoio.
Come ho già detto all’inizio, uno dei maggiori punti di forza del film è il cast, insieme alla regia: un gruppo di artisti quasi interamente under 30. È un aspetto straordinario e dimostra quanto, negli Stati Uniti, ai giovani venga spesso data fiducia. E i risultati si vedono, Obsession ha incassato cifre enormemente superiori rispetto al suo budget di produzione.
La Generazione Z ha anche un rapporto completamente diverso con il cinema. Su TikTok troviamo una quantità enorme di dietro le quinte del film e sappiamo perfettamente come sono state girate alcune delle scene più iconiche. La cosa bella è che non si tratta di contenuti promozionali realizzati apposta per il pubblico, ma di video amatoriali registrati con un iPhone, piccoli momenti catturati sul set e finiti online quasi per caso. Sono una sorta di Easter egg collettivi di cui tutti possiamo usufruire.
E, sinceramente, la cosa mi diverte moltissimo.
Immaginate se avessimo avuto materiale simile per alcuni dei film più iconici della storia del cinema. È una delle cose che preferisco della mia generazione: raramente ci prendiamo troppo sul serio.
Inoltre, Obsession è un film che si presta perfettamente alla serialità. Il regista ha già dichiarato che gli piacerebbe approfondire la lore dei bastoncini dei desideri, affidando magari anche ad altri registi il compito di raccontare storie in cui i desideri finiscono male. Non necessariamente dovranno essere horror e non è nemmeno detto che saranno tutti lungometraggi.
Vedremo cosa succederà.
Una cosa è certa: probabilmente rivedremo presto Barker con il suo prossimo film, Anything but Ghosts? previsto indicativamente per il 2027. Dalle anticipazioni del regista dovrebbe trattarsi di una comedy horror incentrata su due ghostbuster truffatori che, ironicamente, si ritroveranno ad affrontare dei fantasmi veri.
Sono molto curiosa, anche perché è stato anticipato che il film potrebbe contenere ulteriori informazioni sul destino di Nikki dopo gli eventi di Obsession. Sembra quindi che Barker stia iniziando a costruire un vero e proprio universo narrativo.
E non sarà certamente il suo ultimo progetto. È già stato infatti coinvolto da A24 per scrivere una nuova versione di Non aprite quella porta.
Non ci resta che aspettare.
Fatemi sapere cosa ne pensate e ci vediamo presto, sempre su Il Progressista, per parlare di Backrooms.
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