Perché, a quasi trent’anni dall’uscita di Harry Potter e la pietra filosofale nelle librerie inglesi, il maghetto con la cicatrice a forma di fulmine continua a dominare l’immaginario collettivo?
La risposta è semplice: non è solo una saga fantasy, ma un romanzo di formazione in più volumi che ha accompagnato la crescita dei lettori dall’infanzia alla giovane età adulta. J.K. Rowling lo aveva previsto sin dal primo capitolo del 1997: “Non ci sarà bambino al mondo che non conoscerà il suo nome”. Beh, per le mutande di Merlino (cit.), aveva ragione.
Ma cos’ha reso Harry Potter un fenomeno mondiale destinato a durare più di altre saghe fantasy?
I personaggi di Harry Potter
Uno dei segreti del successo sta nella costruzione di personaggi complessi e tridimensionali, in grado di evolvere insieme al protagonista e ai lettori.
Il più enigmatico è Severus Piton, antieroe per eccellenza. Detestato da Harry e dai fan per il suo atteggiamento da bullo, rivela alla fine un amore struggente per Lily, la madre del ragazzo. La celebre battuta “Sempre”, risposta a Silente sul suo sentimento mai sopito, è diventata un simbolo di fedeltà e sacrificio. Non a caso Harry chiamerà suo figlio con il suo nome.
E poi Silente, guida paterna ma anche stratega freddo, disposto a sacrificare il ragazzo per il bene superiore. Le sue omissioni – spesso fatali – hanno plasmato la vita di Harry: l’infanzia infelice con gli zii, la perdita del padrino Sirius, fino al proprio sacrificio orchestrato. Figure ambigue, che mescolano amore, potere e calcolo politico, rendono la saga molto più matura di quanto sembri a prima vista.
I temi sociali affrontati in Harry Potter
Harry Potter non è soltanto magia e avventure. È anche un racconto che, crescendo con i suoi lettori, affronta questioni sociali e politiche di grande attualità.
- Discriminazione: Remus Lupin, ottimo insegnante ma emarginato perché lupo mannaro, richiama lo stigma vissuto da chi era sieropositivo negli anni ’80 e ’90.
- Schiavitù: la battaglia di Hermione per la liberazione degli elfi domestici denuncia un sistema di oppressione accettato persino da personaggi “positivi”.
- Razzismo: il mito della purezza del sangue promosso da Voldemort rimanda a derive xenofobe e suprematiste che ritroviamo anche nel dibattito politico odierno.
- Negazionismo e corruzione: il ministro Cornelius Caramel che nega il ritorno di Voldemort, la propaganda di Scrimgeour, i privilegi comprati dai Malfoy e la crudeltà burocratica di Dolores Umbridge: esempi letterari che risuonano ancora oggi.
Riletti da adulti, questi temi svelano la vera forza della saga: un fantasy che diventa specchio delle contraddizioni del mondo reale.
Le polemiche legate alla scrittrice della sada J.K. Rowling
Negli ultimi anni la saga convive con le controversie sulla sua autrice. J.K. Rowling è stata accusata di posizioni transfobiche a seguito di tweet e dichiarazioni sulla distinzione tra sesso biologico e identità di genere. Per alcuni è una paladina dei diritti delle donne “biologiche”, per altri una TERF.
Le reazioni del cast – con alcuni attori che hanno preso le distanze e altri che hanno difeso la libertà d’espressione – hanno trasformato la discussione in un terreno di scontro su cancel culture e politically correct.
Nonostante ciò, la saga resta un punto fermo della cultura pop: libri, film, parchi a tema, gadget, mostre e spin-off continuano a generare interesse, spesso indipendentemente dalle vicende personali dell’autrice.
Conclusione
Harry Potter sopravvive perché non è solo una storia di magia: è un viaggio di crescita, un intreccio di personaggi ambigui e un affresco di temi sociali che parlano a generazioni diverse. Le polemiche sull’autrice non hanno scalfito il legame affettivo e culturale con la saga, che rimane – piaccia o meno – una pietra miliare della letteratura e dell’immaginario collettivo contemporaneo.
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