Convinci il consiglio d’istituto a fare educazione sessuale nella tua scuola

Giacomo Scotton

Non possiamo più aspettare di introdurre educazione sessuale nelle scuole e purtroppo questo Governo ha sprecato un’altra occasione. 

Guarda la diretta dove parliamo di educazione sessuale nelle scuole

In un mondo che cambia rapidamente è fondamentale che i giovani (e anche non giovani) abbiano gli strumenti per comprendere se stessi e relazionarsi in modo sano e rispettoso con gli altri. L’educazione sessuale e sentimentale nelle scuole è una componente cruciale per costruire una società più consapevole, rispettosa e inclusiva. Mentre alcuni Paesi europei come ad esempio la Svezia, i Paesi Bassi e la Germania hanno da decenni introdotto programmi strutturati su questi temi, in Italia questo argomento è ancora spesso trascurato o affrontato in modo superficiale. Ecco perché è urgente cambiare.

  • I benefici dimostrati dei Paesi europei all’avanguardia
  • Perché è necessario anche in Italia
  • Capire se stessi per rispettare gli altri
  • I reali fini dell’educazione sessuale e sentimentale
  • Un’occasione persa di questo Governo

I benefici dimostrati dei Paesi europei all’avanguardia

In Svezia, l’educazione sessuale è obbligatoria nelle scuole dal 1955
e copre non solo aspetti biologici, ma anche relazioni, emozioni e rispetto per le diversità. Questo approccio ha contribuito a ridurre significativamente i tassi di gravidanze adolescenziali e malattie sessualmente trasmissibili (MST), oltre a promuovere una maggiore consapevolezza sul consenso e l’uguaglianza di genere.I Paesi Bassi sono un altro esempio eccellente: fin dalle scuole primarie, i bambini imparano a parlare di emozioni, relazioni e rispetto reciproco. Questo ha portato a una società più aperta e tollerante, con adolescenti che si sentono più sicuri e preparati nell’affrontare la loro sessualità.

La Germania combina un approccio scientifico e pratico,
integrando nei programmi scolastici informazioni dettagliate sui metodi contraccettivi, la prevenzione delle MST e il rispetto delle diversità. I risultati? Giovani più informati e una maggiore accettazione delle diversità sessuali e di genere.

Perché è necessario fare educazione sessuale anche in Italia

In Italia, parlare di sessualità e sentimenti è spesso visto come un tabù.
Questo silenzio non solo alimenta ignoranza e pregiudizi, ma lascia molti giovani impreparati ad affrontare situazioni delicate. Senza un’educazione adeguata, i ragazzi rischiano di:

  • Avere informazioni frammentarie o scorrette, spesso ottenute online senza un contesto critico
  • Non riconoscere i confini del consenso e i segnali di una relazione tossica
  • Sentirsi confusi o giudicati per le proprie preferenze o identità
  • Non sapersi relazionare gli altri o non voler accettare gli altri

Capire se stessi per rispettare gli altri

Un’educazione sessuale e sentimentale ben strutturata può invece:

  1. Promuovere il rispetto e l’inclusione: insegnando che ogni individuo ha diritto di essere se stesso e di essere trattato con rispetto.
  2. Ridurre i rischi: aumentando la consapevolezza su contraccezione e prevenzione delle MST.
  3. Creare relazioni sane: fornendo strumenti per comunicare efficacemente e riconoscere il consenso.
  4. Superare i pregiudizi: abbattendo stereotipi di genere e discriminazioni legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere.

I benefici nel fare educazione sessuale e sentimentale

Checchè ne dicano certi politici nostrani, i fini reali dell’educazione sessuale e sentimentale sono (link report completi in fondo): 

1. Contribuire a un clima sociale di tolleranza, apertura e rispetto verso la sessualità e verso stili di vita, atteggiamenti e valori differenti.

2. Rispettare la diversità sessuale e le differenze di genere, essere consapevoli dell’identità sessuale e dei ruoli di genere.

3. Mettere le persone nella posizione, attraverso un processo di empowerment, di fare scelte informate e consapevoli e di agire in modo responsabile verso se stessi e il proprio partner.

4. Avere consapevolezza e conoscenza del corpo umano, del suo sviluppo e delle sue funzioni, in particolare per quanto attiene la sessualità.

5. Essere in grado di svilupparsi e maturare come essere sessuale, vale a dire imparare a esprimere sentimenti e bisogni, vivere piacevolmente la sessualità, sviluppare i propri ruoli di genere e la propria identità sessuale.

6. Acquisire informazioni adeguate sugli aspetti fisici, cognitivi, sociali, affettivi e culturali della sessualità, della contraccezione, della profilassi delle infezioni sessualmente trasmesse (IST) e dell’HIV, della violenza sessuale.

7. Avere le competenze necessarie per gestire tutti gli aspetti della sessualità e delle relazioni.

8. Acquisire informazioni sull’esistenza e le modalità di accesso ai servizi di consulenza e ai servizi sanitari, particolarmente in caso di problemi e domande relativi alla sessualità.

9. Riflettere sulla sessualità e sulle diverse norme e valori con riguardo ai diritti umani al fine di maturare la propria opinione in maniera critica.

10. Essere in grado di instaurare relazioni (sessuali) paritarie in cui vi siano comprensione reciproca e rispetto per i bisogni e i confini reciproci. Ciò contribuisce alla prevenzione dell’abuso e della violenza sessuale.

L’educazione sessuale e sentimentale non riguarda solo il corpo, ma anche la mente e il cuore. Aiuta a sviluppare empatia, a comprendere le proprie emozioni e a riconoscere i propri desideri e limiti. È un percorso di crescita personale che rende i giovani più sicuri di sé e più attenti al benessere degli altri.

L’occasione sprecata del Governo Meloni

Con la legge di bilancio 2025, in Parlamento, grazie alla spinta del partito +Europa, tutte le opposizioni unite sono riuscite a far accettare al Governo Meloni di inserire dei fondi (insufficienti spiccioli ma meglio di niente) per creare un sistema di educazione sessuale nelle scuole.

Purtroppo poi la maggioranza, di nuovo mossa da istinti ideologici, bias personali e bigotte convinzioni, ha distrutto questa piccola opportunità trasformandola in qualcosa di inutile e più consona ai loro ideali: la fobia per una non meglio definita “propaganda gender” di questa maggioranza di destra ha prevalso ancora una volta, e così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, durante il question time alla Camera di metà Gennaio, ha spiegato che i 500 mila euro stanziati dalla Legge di Bilancio per promuovere corsi di educazione sessuale e affettiva saranno utilizzati solo per formare gli insegnanti delle scuole medie e superiori sui temi della prevenzione dell’infertilità.

Capite anche voi il ridicolo della faccenda e di come dopo mezzo passo avanti se ne facciano due indietro. 

È fondamentale introdurre obbligatoriamente in Italia

e in modo uniforme e standardizzato, educazione sessuale e sentimentale in tutti i gradi e livelli delle scuole dell’obbligo, sia pubbliche che private. Ci deve essere un connubio tra insegnanti e professionisti, in armonia con studenti e genitori, affinché si educhino i giovani a diventare cittadini più consapevoli e rispettosi sia di sé stessi che degli altri, e in grado di agire meglio sulle proprie scelte del futuro. 

Faccio un appello ai giovani: Voi, giovani, siete il futuro. Chiedete un’educazione che vi prepari ad affrontare la vita con consapevolezza e rispetto. Parlate con i vostri insegnanti, genitori e rappresentanti scolastici dell’importanza di introdurre programmi di educazione sessuale e sentimentale. Il cambiamento è nelle vostre mani. Insieme, possiamo costruire una società migliore, dove ogni individuo si senta valorizzato e rispettato. L’educazione sessuale e sentimentale è il primo passo verso una società migliore!

Per informarsi su come si dovrebbe fare educazione sessuale in Italia, vi lascio alcuni link interessanti di organizzazioni più che affidabili: 

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