La stella che hai dedicato alla tua dolce metà è probabilmente già morta

Karin Silvi

Cose di astrofisica da sapere prima di regalare una stella. Sei con la tua dolce metà a guardare le stelle, cercando di replicare l’atmosfera di un film romantico o un trend di TikTok (magari con Interstellar di Hans Zimmer in sottofondo).

Noti una stella super luminosa, rossa come l’amore e decidi di dedicargliela: un gesto un po’ retrò, ma comunque carino. Ecco, fermati un attimo. Forse stai dedicando una stella… morta. Però tranquillo, è morta in modo super figo.

Ora ti spiego tutto, così puoi fare colpo flexando qualche nozione astrofisica e sfilarti da possibili fraintendimenti rovinosi.

Le dimensioni…contano eccome!

Partiamo dalle basi: una stella è un corpo celeste che emette luce propria. Nasce dalla contrazione di gas e possiede una luminosità e una temperatura che cambiano nel corso della sua vita.
E, spoiler, anche il modo in cui “muore” dipende dalla sua massa. Stiamo parlando in termini talmente spicci che se mi legge il mio professore universitario di astrofisica mi toglie la laurea, ma qui dobbiamo rifilare una citazione alla Alberto Angela per principianti, quindi va bene così.

C’è un diagramma in astrofisica (si chiama Hertzsprung-Russell) che studia queste correlazioni, ma non ti preoccupare, non serve conoscerlo per fare bella figura. Ti basta sapere che:

  • Le stelle più grandi di 8 volte la massa del Sole (parliamo di 1.989 × 10³⁰ kg, o giusto quanto mangiamo a Natale da nonna) diventano supergiganti prima di morire.
  • Le supergiganti possono essere gialle o rosse.
  • Ecco la curiosità che spiazza in stile “first reaction: shock” : una stella rossa è fredda, non calda! Esatto, al contrario delle fiamme del fornello, più il colore tende al blu, più è alta la temperatura. (Non provate a mettere la mano sul fuoco del fornello per testare, grazie.)

Ricapitolando quando guardiamo il cielo, le stelle di colore blu sono ad alta temperatura, mentre le rosse sono stelle fredde supergiganti che stanno per morire a milioni di milioni di distanza da noi. 

Potresti aver regalato un morto

Quando guardi una stella nel cielo, stai vedendo la luce che ha emesso… secoli fa.  Questo perché la luce viaggia a una velocità costante e impiega anni per arrivare fino a noi. La distanza della stella, misurata in anni luce, ti dice quanto è “antico” quel bagliore.

Aspetta, non svenire, ti faccio un esempio concreto: la supergigante rossa Betelgeuse è a 650 anni luce da noi, quindi quella che osservi nel cielo nella costellazione di Orione è la luce  che emetteva la stella durante il Medioevo. Quindi potrebbe essere già morta in un’esplosione molto bella, la famosa supernova, ma probabilmente si osserverà quando  saremo già tutti nella tomba.

La conclusione perfetta per fare colpo

Adesso sai tutto: se dedichi una stella rossa a qualcuno, preparati a spiegare che ciò che state osservando è probabilmente una supergigante in fin di vita. Magari puoi fare scena aggiungendo che è “morta” in una supernova, un’esplosione luminosa che arricchisce l’universo di nuovi elementi chimici.

E se ti chiedessero di spiegare buchi neri o altre stranezze cosmiche? Scherza, fa’ finta di svenire, oppure proponi di leggere il nostro prossimo articolo dedicato ai misteri dello spazio.
Essere preparati è fondamentale, anche sotto il cielo stellato. 😉

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