- IL VOLO GIUSTO, AL MOMENTO GIUSTO
- IL CALDO, I TURISTI, I COSTI: TRE PURGATORI PER UN PARADISO
- TRASPORTI: L’AGRODOLCE MALTESE
- RIVIERA BEACH, UN PAESAGGIO DI UN ALTRO PIANETA
- LA VALLETTA, PICCOLA GRANDE CAPITALE
- AL CALAR DEL SOLE, PIATTI TIPICI E MOVIDA NOTTURNA NELLA CAPITALE
- MDINA, ZUPPA AL MEDITERRANEO
- LET’S GO(ZO): L’APPENDICE IMPERDIBILE DELLO STATO MALTESE
- PARERE CONCLUSIVO: BREVE, INTENSO E… CARO
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Guida per un breve viaggio a Malta.
L’isola di Malta è una medaglia con molte facce. Nel suo minuscolo perimetro di 197 chilometri con isole minori al seguito, convivono una storia prodigiosa, un’architettura ricca e sfumata come uno splendido tramonto acquerellato, una costa frastagliata dai colori marziani, molteplici locali d’alta moda capaci di attrarre masse di ragazzi da tutta l’Europa ed una cucina diventata internazionale, per soddisfare i palati provenienti da tutti e quattro gli angoli del Pianeta. Certo, anche questo minuscolo angolo di paradiso ha delle ombre soprattutto d’estate, quando il caldo è più tagliente ed è possibile riscontrare come il fenomeno dell’over tourism sia uno dei suoi mali principali. Tuttavia, se avessimo poco tempo a disposizione ma molta voglia di scoprire a fondo un intero paese, l’isola di Malta è quello che fa per noi. Proporremo quindi il nostro viaggio durato sei giorni, in cui siamo riusciti, anche se per sommi capi, a costruire un nutrito itinerario su questa piccola ma dolce terra, appartenente all’Unione Europea ma più a Sud di Capo Angela in Tunisia.
IL VOLO GIUSTO, AL MOMENTO GIUSTO
Le premesse per le vacanze del ‘26 sono state fra le più squallide. Con i ripetuti annunci ufficiali della chiusura di Hormuz, come conseguenza dei continui bombardamenti americani sull’Iran, prenotare un volo per l’estate, è stata una fra le attività più ansiogene. Pagare un biglietto, con l’incertezza che quest’ultimo avesse poi un utilizzo finale, non è stato uno degli scenari migliori, soprattutto dopo un lungo anno fatto di lavoro, rincari e preoccupazioni di varie entità. Tuttavia, Malta è diventata una delle mete più certe per il trasporto aereo, soprattutto per quanto riguarda le compagnie low cost. Ryanair, ad esempio, nel 2019 ha fondato in collaborazione con il governo locale la compagnia Malta Air, la quale opera sulle stesse linee della casa madre, per avere quanti più approdi possibili fra l’isola, l’Europa ed il Nord Africa, (una rete in cui rientrano quasi tutti gli aeroporti principali d’Italia). Inoltre, Ryanair ha dato avvio ad un enorme sviluppo delle sue linee, arrivando nel 2026 ad avere ben 70 rotte totali fra Malta ed il resto del continente. Scegliere l’isola crociata, quindi, è stato sia strategico che soddisfacente.
IL CALDO, I TURISTI, I COSTI: TRE PURGATORI PER UN PARADISO
L’isola di Malta non è una meta estiva, soprattutto quest’anno. L’errore forse più grave, compiuto durante la fase di organizzazione, è stato proprio quello di prenotare il nostro viaggio a metà luglio, durante un’estate (quella del 2026) considerata ad oggi come la più torrida in Europa dagli albori della climatologia. Per questo motivo, le temperature sono state insopportabili o parzialmente vivibili solo per brevi tratti. Non ci siamo trovati a fronteggiare un caldo secco e ventilato come spesso capita nel Sud Italia, ma abbiamo fatto i conti con una pesante cappa, resa ancora più tremenda nelle zone urbane, come la capitale La Valletta. Nella città, infatti, le vie pedonali sono molto strette, sviluppate in altezza e costellate dalle ventole esterne dei condizionatori, progettate per riversare fuori dai locali tutto il calore in eccesso e con il massimo della potenza, rendendo per questo ogni nostro passo un vero bagno di sudore.
Inoltre, Malta compare in ben 120 tra film e serie televisive divenendo, quindi, una delle grandi vittime del turismo di massa, reso ancora più evidente dagli spazi molto piccoli (l’intera capitale non supera i 6000 abitanti). In ogni singolo momento della giornata è possibile assistere ad una fiumana ininterrotta di famiglie, coppie, anziani e gruppi di ragazzi, provenienti principalmente da Italia, Germania, Francia, Spagna, paesi asiatici ed anglosassoni, come una piccola ma sentita componente di turisti statunitensi. L’over Tourism, contribuisce in modo massiccio a modificare l’estetica dell’isola, scorporandone i tratti più tradizionali e sinceramente caratteristici, per sostituirli con vetrine di brand di alta moda, negozi di paccottiglia spacciata come souvenir artigianali e attrezzatura da spiaggia come pinne, boccagli, parei di ogni colore, creme solari e tutto ciò che serve per stemperare in acqua, il bollore ai piedi dei turisti.
Tutto questo senza citare la moltitudine di dehors, che occupa circa metà del suolo pubblico negli spazi pedonali della capitale. Anche il mare risente delle ondate di turisti. L’orizzonte, infatti, viene continuamente modificato, dalle sagome di traghetti e yacht che corrono senza sosta, per collegare l’isola di Malta alle sorelle minori Gozo e Comino. A questo scenario, che fa assomigliare quest’angolo di Mediterraneo alle code sul Grande Raccordo Anulare attorno a Roma, si aggiunge l’ingombro delle navi da crociera. Il 22 luglio (ultimo giorno della nostra permanenza), l’Isola ha ospitato il festival “Isle of MTV Malta 2026” per il quale, al porto di La Valletta era attraccata la MSC World Europa, la nave da crociera più grande del Mar Mediterraneo. Un gigantesco grattacelo orizzontale progettato per contenere quasi 7000 passeggeri e più di 2000 membri dell’equipaggio; un’orda di quasi 10.000 persone pronte ad assaltare l’isola, già straripante di turisti venuti in aereo. Un ingranaggio di queste proporzioni è destinato a funzionare soltanto con un rialzo astronomico dei prezzi, per i quali una bottiglia d’acqua da 75 millilitri ci è costata addirittura 5,50€.

TRASPORTI: L’AGRODOLCE MALTESE
I mezzi di trasporto, per chi non avesse a budget il noleggio dell’auto, sono di vario tipo. Si può scegliere di utilizzare il trasporto pubblico, ad esempio. Gli autobus, dalla livrea bianca e verde, sono sempre molto confortevoli essendo quasi tutte vetture con pochi anni di servizio, pulite e dotate di aria condizionata (una manna dal cielo data l’afa esterna). Inoltre, è possibile fare la tessera per i mezzi pubblici, la quale può essere valida anche per pochi giorni e con cui è possibile usare le corriere a tutte le ore e per ogni tragitto disponibile (facendola direttamente in aeroporto è possibile pagare 54€ per 7 giorni e la si può ricaricare in ogni momento). Tuttavia, le vetture non sono quasi mai puntuali e tutte molto lente, durante il tragitto. Inoltre, se avessimo la curiosità di controllare dal nostro navigatore quale sia il percorso, rimarremmo sempre delusi, dato che le rotte non sono mai quelle censite. L’unica vera certezza e che ce ne sarà sempre uno, soprattutto in direzione La Valletta, estremamente ben collegata rispetto ad altre tappe. Tuttavia, l’esperienza degli autobus maltesi può essere molto divertente, siccome gli autisti del trasporto pubblico riescono ad infilarsi con i loro mezzi, all’interno di stradine e strettoie così anguste, che un turista avrebbe dei dubbi nel percorrerle anche a bordo di uno scooter.
Per chi volesse invece la certezza di arrivare puntuale, senza aspettare troppo prima di montare a bordo, è possibile avvalersi della catena Bolt (il facsimile maltese di Uber). Scaricando l’app, attraverso la quale è anche possibile pagare, potremo assistere in diretta al percorso che il nostro taxi compie, prima di raggiungere il punto di incontro da noi stabilito. Avremo anche i dettagli sull’autista, con nome e fotografia per poterlo riconoscere, nonché marca, modello e colore della macchina su cui saliremo.
Infine, per chi volesse prendere in affitto un’auto propria, nonostante gli alti costi della vita, il carburante ha un prezzo molto più basso di quello italiano, con punte a ribasso di 1,21€ per un litro di gasolio.
RIVIERA BEACH, UN PAESAGGIO DI UN ALTRO PIANETA
Per la nostra giornata al mare, abbiamo optato per il Nord dell’isola, dove le spiagge sono libere, il mare più pulito ed il paesaggio circostante più selvaggio. Il nostro Bolt, quindi, ci ha lasciti vicino alla splendida Riviera Beach, una bellissima spiaggia, incastonata fra due promontori, il primo con sopra un piccolo canyon di pietra giallo ocra ed il secondo con un’antica torre di guardia. La spiaggia è raggiungibile da una scalinata, la quale è anche collegata da una rete di sentieri per raggiungere il crinale di entrambi i promontori ed è composta in parte da ciottoli bianchi e sabbia di un colore rossastro, molto simile a come immaginiamo il suolo di Marte. Il mare è cristallino e basso, adatto soprattutto ai più piccoli. È possibile, infatti, raggiungere le boe di confine con la zona navigabile, a piedi e con il pelo dell’acqua poco sotto al petto. Questo fa sì, che durante il bagno, la temperatura sia particolarmente tiepida e quindi non troppo d’impatto per il fisico. Avendo anche l’interesse per l’esplorazione, ci siamo incamminati verso il promontorio con sopra il canyon, attraverso ad un sentiero brullo, circondato dalla macchia mediterranea, seppur inaridita dalla potenza del Sole. La vista, una volta arrivati sul crinale, è in grado di lasciare chiunque senza fiato. Da qui è possibile ammirare la cala immediatamente adiacente. Essendo più difficile da raggiungere, siamo riusciti a vederla quasi del tutto sgombra di bagnanti, per ammirare la sua sabbia color ruggine e le rocce che la circondano, questa volta di un giallo così vivo da farle sembrare sedimenti di zolfo. Tutto questo, alla base del costone della montagna, una lunga lastra diagonale di roccia grigiastra, che risale il versante fin sotto ai nostri piedi. Tutte tonalità destinate a sfumare nell’azzurro vivo dell’acqua marina. Da queste parti Madre Natura ha dato il meglio della sua tavolozza di colori. È un vero spettacolo per gli occhi, in grado di ripagare appieno tutti gli sforzi sudati sotto al sole.



LA VALLETTA, PICCOLA GRANDE CAPITALE
La capitale è il vero fulcro portante dell’isola crociata. Sviluppato in lunghezza, il suo centro storico inizia dalla porta Victoria Gate, l’ingresso cittadino di fattura britannica, e si interrompe arrivando sul piazzale del Forte di Sant’Elmo, stupenda roccaforte difensiva sul mare tra le baie Grand e Marsaxmett Harbour, ospite al suo interno della collezione del Museo Nazionale della Guerra maltese. È proprio da qui che inizia la nostra giornata alla Valletta. Il percorso museale è proprio il forte stesso, con i vari padiglioni dislocati per tutta la sua area. Così facendo, abbiamo avuto la possibilità di camminare in lungo e in largo per tutto l’appostamento militare, potendo anche godere della splendida vista sul mare e su Manoel Island, piccola penisola balneare a lato della capitale, sede di un’altra importante fortezza difensiva: Fort Manoel.
Il museo in sé è molto ricco sia di oggetti che di elementi multimediali, con i quali ci è stato possibile apprendere importanti pillole di storia maltese dall’XI secolo, in cui venne fondato l’ordine dei Cavalieri Ospitaleri di San Giovanni di Gerusalemme (o Cavalieri di Malta), fino all’entrata della Repubblica Maltese nell’Unione Europea, datata 2004. Il tutto passando attraverso alla crisi di Suez, in cui l’isola venne usata dagli inglesi come base strategica per far salpare le sue navi; l’indipendenza dal Regno Unito, avvenuta nel 1974, con la conclusione definitiva dei legami con l’Impero (per i quali la Regina Elisabetta era ancora considerata il Capo di Stato ufficiale); continuando poi, con la realizzazione della Repubblica e l’elezione del suo primo Presidente. L’ultimo padiglione è composto da un’esperienza multimediale proiettata sui soffitti a volta delle stanze seminterrate del forte, in cui vengono raccontati gli ultimi atti (più tragici) della Seconda Guerra Mondiale. Il prezzo del biglietto è di 10€, riducibili a 6 nel caso in cui si dimostra alla cassa di essere studenti universitari. In genere i biglietti sono molto simili fra di loro in tutta l’isola, così come le rispettive riduzioni. Importante avere con sé un documento che certifichi la propria appartenenza ad un ateneo, essendo richiesto con molta frequenza.
Ci siamo poi indirizzati verso il Muza o Museo Nazionale di Belle Arti, situato esattamente dall’altra parte della città, a pochi minuti a piedi da Victoria Gate. Al suo interno, è possibile camminare attraverso la collezione pittorica, visibile in progressivo dai quadri più antichi di fine XV secolo, fino all’età contemporanea. Da notare l’affezione (visibile anche in altri musei dell’isola) per le iconografie del terribile martirio di Sant’Agata di Siracusa (a cui vennero tagliati di netto entrambi i seni), essendo patrona ufficiale dell’isola assieme a San Paolo e San Publio. Nel museo, inoltre, è molto interessante la collezione di artigianato locale, a cui sono stati abbinati una serie di schermi che proiettano in video le fasi di costruzione degli oggetti in vetrina. Molto interessante ed istruttivo.
Una volta fuori dal Muza, siamo ritornati nella direzione opposta, entrando nello stupendo Grand Master Palace (in italiano Palazzo del Gran Maestro), la residenza del Presidente della Repubblica. Un meraviglio e pregiato edificio, sede di una gigantesca collezione di armi antiche ed armature medievali, alla quale si sussegue la Stanza degli Arazzi, un tempo utilizzata durante le assemblee dei Cavalieri dell’Ordine di Malta, la Stanza di San Michele (in origine la vera e propria sala del Trono), con affreschi originali di Matteo da Lecce del 1575 e, verso la fine, la Sala Rossa utilizzata ancora oggi per ricevere gli ambasciatori (a renderla attuale è proprio la bandiera maltese, esposta a lato del vessillo blu a dodici stelle dorate dell’Unione Europea). Comporre un giro di stampo più culturale, a La Valletta, è molto facile date le sue ridotte dimensioni, che danno la possibilità ad un turista di girare a piedi in lungo e in largo in un tempo massimo di venti minuti. Inoltre, è molto caratteristica la sua conformazione a sali e scendi, che la rende ancora più distintiva rispetto ad altre grandi capitali europee, così come sono uniche le sue gallarijas (visibili in tutta l’isola, sono le tipiche balconate chiuse sui muri dei palazzi, costruite in legno decorato).
AL CALAR DEL SOLE, PIATTI TIPICI E MOVIDA NOTTURNA NELLA CAPITALE
Dopo aver tanto girato, non abbiamo potuto esimerci dal rifocillarci con dei piatti tipici. Così come abbiamo detto all’inizio, la vita sull’isola è particolarmente cara, soprattutto se si decide di fare una cena al ristorante. I prezzi sono molto compatibili con la media europea ed è molto facile superare i 30€ al piatto, ricevendo scontrini superiori ai 100€ per due persone, pasteggiando con semplice acqua gasata. A fare la vera differenza, quindi, è lo street food locale. A Malta, infatti, si possono trovare i Pastizzi, sfoglie di forma triangolare, farcite con ricotta e piselli oppure pollo ed il prezzo a porzione è di circa 70 centesimi. Naturalmente non si può vivere un’intera vacanza mangiando in piedi un facsimile salato di una sfogliatella riccia.
Ecco perché, mettendo mano al portafoglio tra mille sospiri, abbiamo deciso di farci tentare dal piatto tipico maltese per antonomasia: il Coniglio. Può sembrare strano che una minuscola isola in mezzo al mare, abbia nelle sue tradizioni uno degli animali di terra più conosciuti, invece che giganteschi tranci di pesce. Il vero motivo per cui il coniglio è il piatto tipico di Malta, nasce però da una stringente necessità. dal 1530, infatti, per circa due secoli la caccia fu vietata a tutti coloro che non fossero aristocratici. Gli unici a poterla praticare tutto l’anno erano proprio gli stessi Cavalieri, mentre tutti gli altri potevano approcciarvisi soltanto in ristrette finestre temporali. Per questo motivo, il popolo iniziò ad allevare e poi a macellare il coniglio in modo clandestino. Si trattava di una vera questione di sopravvivenza, alternativamente incolmabile per colpa delle severissime imposizioni vigenti all’epoca. Nella cucina maltese, quindi, esistono diverse ricette per cucinare il fenek (per l’appunto il coniglio, in lingua locale) e noi abbiamo provato quella dello Stuffat tal-fenek (stufato di coniglio). L’animale viene cotto con vino rosso, concentrato di pomodoro, cipolle tagliate fini, patate, aglio e viene servito su di un letto di carote e piselli. Si tratta di un sapore molto delicato e particolare che si può abbinare con facilità ad un buon calice di vino bianco.
Inoltre, Malta è diventata un’isola che attrae moltissimi turisti da tutto il mondo ed è molto facile trovare anche una sontuosa cucina italiana, perfettamente sovrapponibile a quella originale.
Una volta cenato (e ricevuto il salato scontrino), ci siamo goduti la serata a La Valletta. Nella capitale a farla da padrone sono i locali all’aperto, gremiti di turisti nei dehors, nei quali viene automatico fermarsi a bere qualcosa di fresco ed ascoltare la musica, dato che molti lounge bar propongono dj set o musica suonata dal vivo. L’atmosfera è estiva e vacanziera ed è davvero piacevole perdersi per le viuzze di questa minuscola e divertente cittadina, al ritmo dei fuochi d’artificio, una costante nello skyline maltese da una cert’ora in poi. Un bellissimo (e molto romantico) punto per guardare il porto notturno, sono indubbiamente i Giardini Superiori Barrakka, uno dei polmoni verdi della città affacciato su Grand Harbour, caratteristico avendo al centro una fontana particolarmente elegante.


MDINA, ZUPPA AL MEDITERRANEO
Spingendoci nell’entroterra del sud maltese troviamo sulla mappa una graziosa cittadina, famosa nel mondo anche per essere stata uno dei set principali di Game of Thrones: Mdina. È uno splendido borgo costruito in pietre chiare, arabeggianti quanto il suo stesso nome, costellato di strette viuzze color bianco panna alla luce del sole e giallo caramello nelle zone d’ombra. In questo scenario ci si può soltanto perdere, passeggiando con il naso all’insù. L’atmosfera è molto magrebina ed il caldo sembra meno mordace. Tuttavia, gli scorci a cui è possibile affacciarsi non hanno nulla in comune con i paesi arabi, siccome Mdina è ricca di elementi architettonici europei, come la Porta Reale d’Ingresso o il Palazzo Vilhena, con chiare tracce provenienti dal Barocco Francese. Si può dire che Mdina sia una sorta di incrocio fra le culture del Mediterraneo, per quanto sia lontana dalla costa (visibile dal punto panoramico di Bastion Square, da cui si può avere una distinta visione delle minuscole dimensioni dell’isola). In questo borghetto, miscela perfetta di storie vecchie e nuove, abbiamo voluto visitare il Palazzo Arcivescovile. È un enorme monastero, oggi adibito a museo, in cui è stato ospitato anche lo stesso Papa Francesco nell’aprile del 2022. Abbiamo poi visitato il Museo delle Torture locale, anche se in quest’ultimo non torneremo volentieri. Tuttavia, la vera attrattiva di Mdina è la città stessa. Non è facile trovare un altro luogo che incarni così bene, l’essere un tramite fra l’Occidente cristiano ed il variegato mondo islamico. Una vera chicca.



LET’S GO(ZO): L’APPENDICE IMPERDIBILE DELLO STATO MALTESE
Prima di tornare con i piedi per terra, ci siamo concessi un ultimo giro turistico a Gozo, una delle due isole minori dello stato maltese. Partendo da La Valletta è possibile raggiungerla in traghetto. Se si prende il biglietto online costa circa una ventina di euro ed il tragitto dura tre quarti d’ora. L’unico difetto dell’imbarcazione è che se si sceglie il trasporto di linea, manca del tutto un piano panoramico ed è possibile osservare la splendida costa solo dai finestroni oscurati lungo le fiancate. Un vero peccato, dal momento che l’Isola di Malta, se vista di profilo così come la sorella minore Comino, offre uno spettacolo estremamente ricco ed interessante da documentare con telefoni e fotocamere. Una volta arrivati, gli autobus di linea partono direttamente dal porto. Su Gozo abbiamo deciso di visitare il Kastell, l’antica cittadella fortificata che troneggia sulla cittadina di Rabat, nell’entroterra isolano. Si tratta di un vero colosso, come di consueto in pietra chiara, al cui interno è possibile girare gratuitamente, tranne che per la Cattedrale dell’Assunta con rispettiva pinacoteca. Salendo al piano più alto della fortificazione si raggiungono i bastioni che fanno da perimetro al Kastell. Percorrendoli a piedi si possono osservare, da un lato, le rovine della cittadella e dall’altro si ha una visuale a tutto tondo della splendida Rabat e della campagna circostante, in questa stagione una distesa di terra brulla e piante arse vive dal sole, in quello che sembra un deserto post apocalittico e per questo incredibilmente affasciante. Siamo poi entrati dentro la Cattedrale dell’Assunta, imponente architettura al cui interno è interessante vedere come sia addobbata anche da lunghi e maestosi arazzi in tessuto magenta, per poi continuare con la pinacoteca retrostante, in cui sono conservate ulteriori e tragiche iconografie del martirio di Sant’Agata. Non ce ne siamo andati prima di fare un ulteriore giro nella stessa Rabat, molto simile a Mdina nello stile, anche se con più elementi architettonici di stampo europeo. Qui, infatti, sono molto più numerose le gallarijas. L’unico difetto del borgo è la moltitudine di bancarelle di souvenir e paccottiglia multiforme, diventate un vero problema per la pubblica viabilità. Mentre eravamo in zona, abbiamo assistito al passaggio di un carro funebre, per il quale sono state ritirate temporaneamente le bancarelle dalla strada, rappresentando un ingombro per circa metà della carreggiata.



PARERE CONCLUSIVO: BREVE, INTENSO E… CARO
La bellezza di Malta risiede proprio nei colori marziani delle spiagge del Nord e nell’architettura dei suoi edifici, il vero valore aggiunto di questo minuscolo stato. Organizzare un soggiorno breve, in compagnia di amici, partner di vita o parenti può essere una soluzione estremamente valida. Tuttavia, rischia di essere l’unica. Il vero grande scoglio su cui ci si ferisce i piedi, una volta atterrati a Malta sono proprio i prezzi. Per quanto non siano i più alti in Europa, il loro diabolico potenziale risiede nel loro effetto a sorpresa. Pagare una bottiglietta d’acqua più di 5€, è ormai una scandalosa consuetudine di alcuni posti, purché questi ultimi siano nei pressi di metropoli come Milano, una città che fa di tutto per ostentare lusso ed apparenza nonostante il suo inevitabile ed inesorabile declino. Scenario tristemente inaspettato, dunque, su di una graziosa isoletta alle pendici più estreme dell’area Schengen. I costi sono l’unico grande punto a sfavore di Malta, la quale merita di essere visitata in modo estremamente approfondito e per la quale sembra incredibile che un posto così minuscolo abbia così tanto da offrire.
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