Buongiorno e non solo giorno: Israele scala al secondo posto, molto bene Sal da Vinci

Valeria Della Monica

Anche quest’anno il contest europeo ha tenuto il continente col fiato sospeso, muovendosi su equilibri fragili che superano canzoni e coreografie.

La vittoria dell’Eurovision è andata alla Bulgaria, ma l’attenzione mediatica si è catalizzata sul secondo posto di Israele. In tutto questo, l’Italia si piazza quinta con un Sal Da Vinci popolarissimo all’estero, ma criticato in patria.

Vince la Bulgaria mentre Israele sfiora la vittoria 

Come nel 2025, durante la serata finale dell’Eurovision Israele occupa momentaneamente il primo posto, ma arriva secondo con un’Europa col fiato sospeso fino all’ultimo secondo.

Alla fine trionfa la Bulgaria con la performance di Dada, ed è subito festa grande per una vittoria meritata che mette d’accordo una fetta importantissima di pubblico.

eurovision_2026

Se avesse vinto Israele…

Quest’anno la Spagna non ha partecipato. Madrid, uno dei pochi governi europei più critici verso Tel Aviv, ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina, e ha scelto la via del boicottaggio politico dopo che l’EBU ha rifiutato di escludere Israele dal contest.

Inoltre, il ritiro è servito a evitare il pesante cortocircuito politico già vissuto l’anno scorso. Nel 2025, infatti, mentre il Paese condannava Israele, il televoto della giuria tecnica spagnola gli regalò i punteggi più alti. Strano, non pensate?

Mica tanto, perché ieri sera più che mai si conferma che l’Eurovision probabilmente non è solo un semplice contest internazionale, ma una piccola bussola geopolitica che funziona sottobanco.

È esattamente lì che dobbiamo catalizzare l’attenzione per capire come si muovono gli equilibri. E i commenti sotto i post del profilo dell’Eurovision manifestano il sentiment del pubblico da casa: “Israele non meritava di vincere, lode a te oh Bulgaria!”.

eurovision_2026

Ma in ogni caso, Dada ha vinto ed è l’ora di festeggiarla.

La canzone vincitrice è un inno alla libertà

Bangaranga di DARA, è un potentissimo inno alla libertà personale, all’autodeterminazione e alla ribellione.

Il titolo si traduce letteralmente con “Caos” (traendo origine da un’espressione del creolo giamaicano), esprimendo perfettamente l’anima del pezzo. L’artista ha descritto il brano come una vera e propria “rivolta felice”, un’esplosione di energia e di liberazione personale che invita a scardinare le gabbie mentali e sociali.

Nel profondo, il testo parla della capacità e del coraggio di essere interamente se stessi, scegliendo consapevolmente la propria identità senza avere più alcuna paura del giudizio o delle aspettative degli altri. Un pezzo da un ritmo pop travolgente, principalmente in lingua inglese proprio per arrivare a una platea globale.

Sal Da Vinci vola al quinto posto, ma noi non ci stiamo

Dopo la vittoria al 76° Festival di Sanremo, Sal Da Vinci è volato in Austria per rappresentare la vera italianità della musica italiana.

Noi rimaniamo una valida scommessa in fatto di tradizione, non abbiamo mai portato pezzi in lingua straniera, una scelta che non aveva toccato nemmeno una band dal gusto più internazionale come i Måneskin.

E Sal Da Vinci ha letteralmente conquistato il pubblico europeo con le sue espressioni, il tormentone “NO Ketchup!” e i balletti dietro le quinte insieme alle altre cantanti del contest. Eppure, mentre all’estero lo amavano, noi in patria ci lamentiamo ancora del fatto che abbia amplificato l’immagine di un’Italia stereotipata.

Una canzone sul matrimonio, il capello gellato e la gestualità tipica. Ma una cosa è certa: siamo piaciuti, e anche tanto. Grande Sal!

eurovision_2026
Il cantante Sal Da Vinci con i ballerini protagonisti Marcello Sacchetta e Francesca Tocca

Chi ci è piaciuto?

La classifica italiana parla chiaro e fotografa perfettamente la nostra realtà interna. I 12 punti assegnati alla Moldavia e i 10 alla Romania dimostrano come il voto da casa sia guidato soprattutto dalle comunità straniere presenti sul nostro territorio, che si mobilitano per sostenere le proprie origini.

eurovision_2026

Cosa ci aspetta il prossimo anno?

E anche quest‘ anno l’Eurovision si chiude lasciandoci la certezza che le canzoni siano ormai il braccio artistico della diplomazia internazionale. Una mappa geopolitica che si ridisegna a colpi di canzoni; si vocifera che la Russia potrebbe rientrare in gara nel 2027… staremo a vedere👀

E voi a chi avete dato i vostri 12 punti?

Scrivi e fai video per Il Progressista

Se hai meno di 30 anni e vuoi raccontare la realtà dalla prospettiva della Generazione Z, unisciti al Progressista: articoli, inchieste, interviste e contenuti che mettono al centro la voce dei giovani.

Supporta Il Progressista

Con 10€ rendi possibile un articolo o un contenuto video. Paghiamo i giovani il doppio degli altri giornali.
Siamo un giornale libero e indipendente, e viviamo grazie alla community. Sostienici per continuare a costruire un’informazione fatta dai giovani, per i giovani. Oppure puoi aiutarci senza spendere un’euro: scrivi il codice fiscale 94089690039 nella dichiarazione dei redditi per donarci il tuo 5×1000