Cosa fare se mi cancellano il volo di scalo

Dario De Lucia

Come realizzare ugualmente un viaggio se viene cancellato il volo di scalo in un paese con situazioni di guerra (guida utile per chi deve viaggiare verso l’asia)

Manuela Cocchi di Violet Travel Experience

Abbiamo chiesto a Manuela Cocchi, organizzatrice di viaggi per una agenzia, cosa fare se per questioni di causa maggiore cancellano un volo o uno scalo. Prendiamo il caso di un tour dove hanno risolto il problema dello scalo in Medio Oriente in territorio di guerra, per permettere ai clienti di raggiungere la loro destinazione.

Il viaggio: cosa è meglio includere ora

Il viaggio è stato prenotato a Settembre 2025, in tempi non sospetti, con partenza 24 Marzo 2026.

Si compone di volo intercontinentale andata e ritorno Italia-Vietnam con una delle migliori compagnie, con scalo comodo e un prezzo davvero buono: parliamo di un volo con scalo a DOHA in Qatar.

Arrivati a destinazione in Vietnam, i clienti hanno scelto un tour con guida in italiano che include anche 2 voli interni e 2 giorni di crociera: i servizi in loco sono prenotati attraverso un corrispondente locale esperto per il mercato italiano.

Inoltre nel pacchetto era presente – primo consiglio per chi deve prenotare viaggi intercontinentali ora – l’Assicurazione Annullamento: da fare SEMPRE, anche se si parte il giorno dopo la prenotazione, in quanto gli imprevisti possono capitare anche 24h prima. 

Questa assicurazione (che comunque ha sempre una percentuale di franchigia) copre l’annullamento per motivi imprevisti, inaspettati e adeguatamente documentabili, nonché atti terroristici o gravi problematiche sopravvenute nella destinazione prevista, qualora tali eventi si verifichino entro 10 giorni dalla data di partenza.

Inoltre – secondo consiglio di copertura da fare – era presente l’assicurazione sanitaria e bagaglio: copertura per spese mediche in loco con un massimale alto e copertura per danni e smarrimento bagaglio.

Per legge un pacchetto viaggi non può essere venduto senza assicurazioni.

Come funzionano i diritti per i passeggerei di un volo aereo che parte dall’Europa? Trovi tutto qui

Il problema inaspettato

Il 28 Febbraio USA e Israele bombardano l’Iran e l’intero Medio Oriente si infiamma, si chiudono spazi aerei, si bloccano gli aeroporti a rischio bombardamenti in tutta l’area. Tra questi quello di Doha in Qatar è tra i più colpiti ovvero proprio dove i clienti avevano lo scalo. Valutate sempre bene la situazione e non agite di impulso.

  • Mancava ancora un mese alla partenza, le cose sarebbero potute cambiare
  • La compagnia aerea cancellava i voli giorno per giorno: si deve attendere che la compagnia aerea cancelli il volo e faccia una proposta alternativa per procedere con eventuali soluzioni o rimborsi. 

In questo caso le proposte che provenivano dalla compagnia aerea erano due:

  1. Rimborso totale del volo: per “rimborso totale del volo” si intende il rimborso integrale dell’importo relativo al volo, comprensivo del costo del biglietto e delle tasse aeroportuali, riconosciuto al soggetto che ha effettuato la prenotazione e/o il pagamento, ossia, nel caso specifico, l’agenzia o il tour operator.
  2. Posticipo del volo di 14 giorni: il posticipo del volo di 14 giorni non era concretamente praticabile nel caso specifico, poiché non vi era alcuna garanzia circa la cessazione del conflitto entro tale termine; inoltre, i servizi a destinazione non risultavano disponibili e, prima ancora, i clienti non potevano partire in date diverse da quelle originariamente programmate.

Dopo giornate di continuo contatto con i clienti, ipotizzato nuove date anche nel 2027 e valutato il rimborso dei servizi a destinazione si sono presentate criticità:

  • I clienti erano in grandi difficoltà a riprogrammare il viaggio, soprattutto a lungo termine
  • Il fornitore di servizi in Vietnam, non avrebbe rimborsato, o comunque non tutto e aveva bisogno della cancellazione della compagnia aerea per eventualmente richiedere un posticipo del viaggio allo stesso prezzo, non garantito a prescindere.

Quindi l’assicurazione di annullamento?

Domanda lecita… ma come detto, o ci sono motivazioni documentabili del viaggiatore, quindi ad esempio malattia, infortunio, ecc., oppure gravi problemi a destinazione. Tuttavia, il Vietnam è un Paese sicuro e tranquillo, quindi questa ipotesi non è applicabile. In questo caso, l’assicurazione annullamento non soddisfa le condizioni.

Quindi come si fa? Il cliente deve rinunciare a tutto e rimetterci tanti soldi?

D’altronde è scoppiata una guerra…non è colpa di nessuno!
E invece no!

La soluzione: cosa fare

Come agenzia abbiamo il dovere di proporre un’alternativa per permettere ai clienti di partire.

Abbiamo quindi proposto voli alternativi passando dalla Cina: come agenzia abbiamo provveduto noi a coprire la differenza di prezzo, che era ovviamente più alta rispetto al volo originario.

Nel frattempo i costi del carburante erano già aumentati, i voli su rotte alternative erano sempre più pieni e, di conseguenza, anche i costi dei posti disponibili erano più alti.

Tuttavia, è nostro dovere proporre questa alternativa senza alcun sovrapprezzo per il cliente.
A questo punto, la scelta è nelle mani del cliente.

Va precisato che, secondo il Codice del Turismo, avendo proposto una riprotezione che rendeva possibile il viaggio e non comportava una modifica sostanziale — stessa destinazione, tempi simili, categoria comparabile — nel caso in cui il cliente avesse deciso di non partire, pur avendo ricevuto una soluzione senza ulteriore sovrapprezzo, sarebbero state applicate le penali previste dal contratto: il 100% a partire da 30 giorni prima della partenza.

Ora i clienti sono in Vietnam, ci mandano foto e sono felicissimi.

Se avessero prenotato in autonomia, avrebbero ottenuto certamente il rimborso del volo, ma nulla di più.

Non avrebbero avuto le ulteriori tutele e l’assistenza che hanno permesso loro di realizzare il viaggio programmato e sognato.

Nei giorni concitati subito dopo lo scoppio del conflitto, abbiamo sentito di molti viaggiatori bloccati in località estere, impossibilitati a rientrare con i voli originariamente prenotati.

È importante ricordare che l’organizzatore del pacchetto viaggio, quindi l’agenzia o il tour operator che ha organizzato l’intero pacchetto — volo, soggiorno, eventuali noleggi auto, assicurazioni, ecc. — deve garantire 3 giorni di soggiorno in hotel al viaggiatore che non riesce a rientrare. Superati i 3 giorni, i costi sono a carico del viaggiatore, ma resta comunque una tutela importante.

Se invece il viaggiatore ha acquistato tramite agenzia o tour operator solo il volo o solo l’hotel, quindi non un pacchetto viaggio, non ha diritto a questo supporto di 3 giorni.

L’ENAC è Organismo responsabile in Italia della corretta applicazione dei diritti dei passeggeri. Sul loro sito ufficiale può trovare tutte le informazioni se hai problemi con il tuo volo e puoi sporgere reclamo ufficiale.

Conclusioni

Se dovete fare viaggi semplici in Europa procete in autonomia ma se dovete fare viaggi in zone di guerra o avete uno scalo in zone turbolente (verso l’asia per capirci) meglio ragionare di fare assicurazioni di viaggio o andare in agenzia.

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